San Remo

Nella mia vita San Remo rappresenta una pausa dalle abitudini. Nel senso che anziché piazzarmi davanti al tv e zigzagare da un a canale all’altro per poi prendere un libro e andare a leggere, vado direttamente a leggere, fuori con amici, al cinema. Quando mi è preso il capriccio di vederlo poi me me lamento per tutto l’intero anno fino alla prossima edizione. Perché poi io guardo i vestiti e in questi anni la moda si sa è molto destrutturata.

La musica del festival è da festival, anche noiosa delle volte. banale. Ma quest’anno ho ascoltato la canzone della Mannoia e l’ho trovata interessante, molto, quai un inno alla cita. Infatti la Mannoia non è da festival è da concerto in ampia sala, con comode plotone e tanta voglia di immergersi nelle atmosfere  create dalla sua voce.

 

 

Incontro al futuro ( racconto)

Incontro al futuro

Un piccolo sacchetto di tessuto intarsiato di fili d’oro compare sul tavolo e

la stanza si illumina all’improvviso. Ci si accomoda attorno al tavolo sgombro, c’è chi appoggia i gomiti a sorreggere un viso curioso e gli sguardi interessati corrono al piccolo involucro misterioso,

-Ci siamo!- nessuno ha parlato, ma da giorni aspettano l’incontro con il destino, raccontato da un’amica, come altre mille volte, ma sempre  con lo stesso affanno.

Le amiche attendono pazienti il loro turno, ci sarà tempo per tutte, senza incertezze, senza timori.

Le mani velocemente mescolano le 22 carte dei Tarocchi Maggiori con maestria, lo sguardo ai gesti consueti, mentre il silenzio si può quasi accarezzare, dopo tante chiacchiere allegre.

Muta, la consultante, pensa a tutta la vita presente, ai dolori, ai dubbi e osservando il movimento delle mani vorrebbe trovare risposte, certezze, serenità.

Il mazzo lentamente si dispiega e svela le sue verità misteriose codificate e mai dimostrate .

Diavoli, Papesse e Appesi raccontano quanto complicata sia la vita, comunque. Quante sofferenze dell’anima e del corpo uguali e diverse ogni volta lamentano gli uomini,.

-E ora che dicono?- il sussurro si spande nell’aria

-Parla, racconta, voglio sapere- pensa la consultante, ma timida e restia, tace, non esprime i suoi desideri, troppi occhi e troppi visi in attesa di una risposta.

Non vuole svelare i suoi dubbi, non desidera ricordare l’ultimo amore finito male o quel lavoro che non si trova.

Sarà colei che mescola il mazzo e possiede il sapere che scoprirà lentamente, con un linguaggio a volte oscuro a volte banale ciò che interpreta nelle buffe immagini antiche .

Sarà vero? Sarà una favola di quelle che si raccontavano ai bambini prima di addormentarli? Non ha importanza, interessa che quelle lame scavino nell’anima, nei pensieri e facciano  riflettere, fino a comporre il mosaico del proprio agire, fino a scoprire dentro di sé risposte inascoltate.

I visi si protendono  per scrutare la sequenza di personaggi seduti, in piedi, capovolti o di astri caduti dal cielo.

Ecco apparire la Luna, misteriosa. Nella Luna c’è la donna nascosta, le inquietudini legate all’ignoto, le angosce infinite, ma anche la madre, l’intuizione.

E’ la donna che segue i sogni e si trasforma ogni giorno correndo incontro al futuro.

Ieri ,oggi, il futuro: le lame sono adagiate in sequenze prestabilite da tempo immemore per comprendere un disegno oscuro, ogni volta differente.

Altre figure scendono dal mazzo e finalmente si presenta la lama degli Amanti. Sono in tre.

Tre figure, sempre l’uomo, in alto, che sceglie. Amore sacro o amor profano. Un tuffo al cuore, una leggera ebbrezza, ma breve come il battito della pendola.

Non c’entra l’amore pare suggerire La Ruota della Fortuna.

Chissà dove si è appoggiato l’Imperatore, così immobile, così deciso, è vicino alla Torre, quasi a sostenere una casa che cade. Accidenti, nemmeno questa volta va bene!

Finalmente esce il Sole che scalda e illumina la stesa di carte riportando allegria.

 

Un sospiro di sollievo si avverte nell’aria ammorbata dal fumo delle sigarette. Qualcuno centellina un goccio di vino bianco frizzante e svagatamente sgranocchia piccole leccornie da aperitivo.

-Allora, che succederà ?.-

Le parole rompono il silenzio ancora una volta e raccontano una storia   di lacrime, di amore. Desiderio  infinito di riempire un vuoto che al momento rimane nell’anima.

La consultante reagisce, a volte scuote la testa,, quasi  accarezza le lame distese, chiede spiegazioni.

Alla fine ringrazia, ripensa alle parole già dette aggrottando la fronte .

-Quando me le fai la prossima volta?- chiede sottovoce.

Intorno di nuovo il silenzio, in attesa di un’ altra domanda. A chi tocca?