Tag: S. Francesco

La metamorfosi di Formigoni

A vedere le foto pubblicate sul Corriere Formigoni ha subito una vera  espropri metamorfosi, simile a quella dell’uomo di Kafka. Già uno che si fa chiamare il Celeste ( niente a che fare con la canzone Così Celeste di Zucchero, altra storia), e che si professa cattolico poi viene sospettato di aver venduto favori in cambio di vacanze , mi fa pensare. Già all’epoca dell’Oil for Food, operazione che dava cibo alla popolazione irakena in cambio di petrolio la Compagnia delle Opere e lo stesso Fomigoni erano sospettai di atti illeciti. Adesso lui vive in comunità, dice che è sempre in gruppo, vuole fare il novello s. Francesco, ma alla fine rimane un vanitoso, arrogante e sovrano di un regno chiamato Lombardia. Ma urticano anche  le persone che non hanno mai detto nulla e che ora si meravigliano. Il sistema era ben congegnato e i socialisti di una volta ora non c’entrano nulla. I ladri si sono moltiplicati all’ombra di B e ora, lentamente qualche cosa viene a galla.

Insieme alla Lega, i ladri di salsicce, hanno ingrassato le  loro casseforti e depredato il bene pubblico. Potranno andare a nuove elezioni quando vogliono, ma credo che non basterà a far risalire tutti e due gruppi. Per fortuna ormai sono livello di gruppo di quartiere!

Le foto

Per rifarci il palato

Santa Rita, la santa dei miracoli impossibili

Oggi è Santa Rita, il giorno del mio onomastico. E sono contenta, ci tengo da sempre a ricordare questa donna, Santa Rita, che era una donna moderna, determinata. Intanto sapeva leggere e scrivere e nel 1400 non era una cosa da donna. Il fatto che fosse molto religiosa ci sta, è santa!  Insomma si sposa, il marito è un mezzo delinquente, lo convince a convertirsi, viene ucciso, i due figli lo vendicano e  poi muoiono giovani. Lei cerca la pace fra le due famiglie omicide e alla fine riesce a entrare in convento nonostante la vedovanza e la famigliarità con degli omicidi.Donna energica, decisa,che si adatta al destino, ma alla fine ottiene ciò che desidera : entrare in convento.   L’ ammirazione per santa Rita mi ha portato, anni fa a fare un pellegrinaggio a Cascia. Credo di avere avuto la delusione più grande della mia vita, rispetto alla Chiesa, arrivando sembrava di essere a Las Vegas, luci, neon, negozi di oggettistica varia, di plastica dorata Made in Cina. Una tristezza infinita. Forse perché anni prima avevo fatto il percorso dei luoghi di San Francesco, ma essendo inverno erano tutti vuoti, silenziosi e senza quei terribili negozietti pieni di chincaglieria varia.

La chiamano la Santa dei miracoli impossibili e a lei penso quando mi sembra che tutto sia complesso e insuperabile. E’ un rapporto di fiducia nei suoi confronti, in mezzo alle api, vicina alle rose e ai fichi d’inverno. La Chiesa Cattolica non c’entra. Buon onomastico a tutte le Rita.