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Internet e la rivoluzione dei popoli

Non c’è bisogno di essere degli analisti per capire che internet sta modificando la mentalità delle persone a livello mondiale. Tutti o quasi possiedono un cell, gli immigrati per tenersi legati alle famiglie lontane, i senza casa, coloro che lavorano, persino i bambini per chiamare i nonni. Tutti. Il cell fa sentire sicuri e vicini ai propri affetti. Ricordo una telefonata dalla Mongolia, io sotto il sole del mare, dall’altra parte nel deserto delle pianure mongole, in un unico attimo di collegamento satellitare.  Fu una forte emozione sentirsi dire “Sto bene” da tanti km distanza. Il cell ci collega a internet e ci mette a disposizione i pensieri e le differenze del mondo. E la voglia di  democrazia dei popoli. Ma non nel senso di chi crede che la rete sia la Grande Madre della democrazia, ma solo perché fa conoscere, come una volta i cantori  che portavano storie o prima ancora i mercanti che diffondevano ciò che accadeva nei paesi attraversati. Ogni popolo cerca la  strada per la sua democrazia, invece i potenti reprimono questa esigenza. Dalla Primavera araba alle proteste in Brasile si scopre un mondo di uguali, gli sfruttati, e un l’altro mondo, sempre esistito, di ricchi e potenti. Mi chiedo che fine farà la nostra voglia di democrazia e di uguaglianza se saremo schiacciati sempre di più verso la povertà, rendendoci  un unicum mondiale di servi e lavoratori senza diritti. Il chiavistello di questo progetti si apre con le crisi economiche che pongono in primo piano la sopravvivenza, cancellando la parvenza di democrazia fin qui ottenuta. Basta guardare ciò che è stato fatto alla Grecia, per poi far dire al Fondo Mondiale, forse potevamo fare diversamente. Trovo preoccupante questo laboratorio verso l’appiattimento, perché ne va anche del nostro futuro. Mi spiego : mentre i brasiliani protestano perché non hanno servizi sanitari e di protezione, noi li stiamo perdendo con la scusa che non ci sono soldi. Arriveremo ad un punto in cui tutti, brasiliani, arabi, cinesi, lo sono già, indiani ecc avremo pochi servizi, poche libertà, poco lavoro, costretti alla sopravvivenza. A meno che i potenti non si rendano conto che senza la nostra microeconomia loro non ci guadagnano.  Per essere domenica mi sono fatta prendere da una visione pessimistica del futuro. Spero passi, spero di sbagliarmi, perché le mie sono solo parole che nascono dal cuore. Pace per tutti.

In onore di Vasco Rossi tornato sul palco. P.S. Vasco ha la mia età, ha fatto le magistrali, esce da un periodo nero. Sono solidale.

Cortina: a noi il carbone, a loro, i ricchi, le caramelle

Difendere l’indifendibile pare essere l’obiettivo del PDL. Chi non paga le tasse, evade, non registra gli intriti è un ladro, perchè toglie a tutti noi i soldi che servono per le scuole, gli ospedali e l’assistenza. Se uno è ricco, beato lui, ma che se ne spprofitti per salassare noi dipendendenti che siamo tassati fino al midollo poi no. E basta questo teatrino dei vari difensori dei ricchi. Se hai una Ferrari la devi mantenere e mi devi anche spegare come fai se io con il mio stipendio, che dici uguale al tuo, non riesco a mantenere una normalissima citroen. E se hai una pelliccia da migliaia di euro devi spiegare dove l’hai presa, perchè non si trova a un euro al mercatino dei cinesi.Questa difesa dei ladri, perchè ormai bisogna chiamarli così è troppo fastidiosa. Qualcuno mi sa spegare , se è vero come hanno detto, perchè alla visita della Finanaza hanno emesso il 400 per cento in più di scontrini, nei negozi e nelle attività. Prima non ci andava nessuno? Hanno aspetttato tutti proprio il giorno della finanza? Siano decenti, per favore, non ci prendano in giro, perchè non siamo imbecilli e ci stiamo per arrabbiare. I ricchi paghino le tasse, stiano buoni e facciano buon viso a cattiva sorte, perchè a noi va molto, ma molto peggio.
La difesa di Cicchitto contri i controlli