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Ebbene sì, sono tornata dalle ferie.

Ieri mattina c’era una nebbia fitta fitta, 15 gradi di temperatura e le montagne invisibili. Mi sono infilata il maglione, e altri strati di maglie poi sono salita in macchina. Viaggio comodo, senza ostacoli, per fortuna. Camminare, respirare a fondo, andare per boschi e poi per malghe. Sì ma non proprio. Devo ancora allenarmi un po’ quindi ho fatto con calma. Poche passeggiate nei boschi, ma ho camminato ugualmente. In effetti non sono ancora la top, e quando mai?, cercherò di allenarmi in futuro. In compenso  ho fotografato molte case caratteristiche del luogo. Sono andata nell’alto Veneto, ma preferisco il Trentino.

Il ritorno, almeno alla fine di agosto, è sempre pieno di buoni propositi, un capodanno in anticipo: mi iscrivo in palestra, faccio la dieta, basta con i carboidrati e cose così. Poi si riprende il tran tran e si torna a fare il solito. Normale.

Mentre ero via ascoltavo le notizie con un orecchio, ma trovavo tutto talmente deprecabile ( e parlo della politica, dell’ egonano e dei suoi servi) che non vi ho prestato particolare attenzione. Con la crisi che c’è, e si vede benissimo, tutto il resto è noia, come cantava Califano, uomo concreto.  Ciò che mi stupisce è l’accettazione della gente, ma credo sia proprio perché è troppo presa a contare le monete che ha in tasca o a controllare che non gli rubino la fabbrica, nel senso completo e reale della parola, che non ha tempo di seguire il resto. Ma rimane una parola che esce: VERGOGNA per questi animali, caimani, pitonesse, falchi, colombe e vermi. Vedremo, ma non sarà comico, solo nauseante.

hyeronimus bosch
Hyeronimus Bosch

Il Cristo con la croce ha sbagliato quadro.

Raffaello verso Picasso Mostra a Vicenza

Se entro il 20 gennaio avete tempo andate a Vicenza a vedere questa mostra. Eccezionale. Io amo l’arte, anche se non sono molto ferrata in materia, ma i quadri specialmente ritratti di persone comuni mi hanno entusiasmato per due motivi: la storia della pittura che si sviluppa davanti allo sguardo fra un pittore e l’altro e la tecnica che cambia da secolo a secolo. Dall’inizio, con un quadretto formato cartolina, un santino che si portavano dietro i ricchi nei loro spostamenti, credo, fino a Picasso dove la ragazza non si vede, è una sequenze di segni e colori da intuire. Io amo i pittori del cinquecento, preferisco l’arte visibile, realistica all’arte moderna concettuale, ma in questa mostra ho potuto gustare ogni tipo di pittura ed è stato molto piacevole.

Basta togliere la folla, la confusione e la difficoltà di osservare con calma i quadri. Si sa al fine settimana non è mai intelligente andare per mostre, ma si poteva così. Vicenza mi ha stupito per la sua aria di signora elegante e ricca, molto vicina  al’ Impero Austro Ungarico sia nei palazzi, a parte quelli del Palladio che nel modo di comportare dei Vicentini. Che dire poi della mostra  del gioiello nella storia sotto la Basilica di Vicenza? Un orafo ha perfino riprodotto una collana dipinta da un quadro del ‘500, con la stessa tecnica ed è un gioiello meraviglioso che non sfigurerebbe su alcun abito moderno. Per finire Teatro Olimpico del Palladio: poche cosa : Andate a vedere, merita, è una meraviglia ancora in ottima forma dal 500. Anni fa Dario Fo e  Giorgio Albertazzi recitarono insieme in questo Teatro raccontando la storia del teatro  e delle opere. Un evento relegato alle undici di sera, ma splendido, con due attori così importanti.

Orbene, dopo un sabato così interessante, che resta? Una domenica allo steso livello!!. Chissà se sarà vero.