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1952

Sono afona, la manovra mi ha regalato sei anni di lavoro in più.

Sto cercando di interiorizzare  ciò che significa come trasformazione nei miei progetti futuri, visto che già dall’anno prossimo potevo andare in pensione. Abbiano pazienza coloro che non avranno mai la pensione, ma qui hanno cambiato il programma in corso d’opera. Blindati per altri sei anni. Devo ringraziare che un lavoro ce l’ho? Verissimo. Un lavoro che come capo ha avuto la Gelmini e questo da solo basta a ridimensionarlo. Pagheremo solo noi, come sempre, diventeremo più poveri e non sarà uno scherzo. Forse allora devo abituarmi a essere contenta  degli anni in più di lavoro. Una sola domanda: chi desidera che i propri figli abbiamo come insegnante una sessantenne acciaccata? Io no!

Dopo il cavaliere ci si occupa degli altri

Finita l’epoca B. per riempire le pagine  e per parlare di qualche cosa si spazia nel mondo nelle varie rivolte che ci sono in giro, dall’Egitto alle contestazioni negli USA, alle cose serie insomma.  E si scopre, ma lo sapevamo già noi, un mondo in affanno completo fra difficoltà economiche, l’Ue, ambientali, la Cina e l’Asia in generale, di rivolte, Egitto e Siria ecc. un mondo ben lontano dal bengodi che ci hanno fatto credere fino  a due settimane fa. Non è che questo consoli, la crisi c’è ed è enorme, i problemi ambientali ci sono eccome, ma la consapevolezza di essere trattati da persone adulte, responsabili che sanno affrontare il mondo con le sue sofferenze e usa la solidarietà come moneta di scambio. Se vi par poco!

La comunicazione finale

Un video divertente, il montaggio del discorso del ’94. Un commiato ironico.

Da Repubblica

Ci  sono polemiche perché la gente ha festeggiato le sue dimissioni. Perchè stupirsi? dopo tutto quello che ha detto e fatto contro gli avversari polititici e gli elettori di sinistra? Io ricordo ancora la parola coglioni riferita a chi votava a sinistra. Adesso sappiamo chi sono! Non noi di certo, anche se il nuovo governo ci strapperà lacrime e sangue e non si sa bene che legame abbia con le banche e le agenzie di rating, quelle che decidono se gli investimenti in una nazione sono economicamente vantaggiosi o no. Sarà tutto da vedere. Per ora sappiamo per certo che l’egonano ha fatto solo i suoi interessi e ci ha portati verso il baratro. Altro che brindisi! Fuochi d’artificio ci volevano! E in ogni caso una bella e sonora risata! Bay bay!

Del caos e della confusione create ad arte

La manipolazione sta arrivando a livelli indicibili. Prendiamo la tv. Ero al bar che aspettavo il caffè quando ho sentito la musica di Beautiful, la soap opera che va in onda da una vita. Sul primo momento mi sono sentita spaesata. Ho pensato a una puntata  extra, ma alle nove di mattina mi sembrava quantomeno originale. Allora ho guardato il tv al plasma , che già a quell’ora era acceso per il “piacere” dei clienti. La musica era la medesima, il titolo pure, ma era un programma sulla bellezza e il benessere fisico, il cui primo servizio si interrogava, molto seriamente? sul dilemma: la bellezza è un diritto o un lusso da tassare, riferito alla chirurgia plastica. Si potrebbe aprire un dibattito filosofico sulla bellezza, sul concetto di bellezza, sul valore della bellezza e sul diritto a vivere nella bellezza. Ma voglio soffermarmi sulla confusione che ingenera, ad arte, la scelta di trasmettere due programmi con lo stesso titolo e la stessa sigla. Non entro nel significato delle trasmissioni, mi interessa la scelta di non definire, di non separare  trasmissioni su due reti concorrenti. Perché questa scelta? Perchè non attribuire identità diverse  quando hanno identità diverse, funzioni differenti ma credo lo stesso pubblico. Un minimo esempio della confusione creata ad arte. Come pure un esempio di come si stia cercando di non lasciare identificare nemmeno una trasmissione. La comunicazione della omogeneità assoluta.

Come la richiesta di Ferrara di andare al posto di Annozero. Prima delle elezioni. Stesso orario, stesso tipo di trasmissione, scopo opposto: accrescere il consenso del premier. Almeno il nome sarà diverso. Penso anche il pubblico sia nel numero che nella tipologia.

Sempre sul caos prendiamola lettera all’Ue. Niente di nuovo, tranne i licenziamenti facili. Per fortuna che ci sono i sindacati, perché a una prima lettura sembravano poco incisivi. Invece…L’euro è inutile, no è utile. Non faccio elezioni, ma cerco persone a contratto per metterle in lista per il Pdl. E le pago.

I blak blok incendiano Roma. Dopo due settimane trovano i vandali attraverso le intercettazioni telefoniche. Li conoscevano o no? Non potevano fermarli prima? E intercettare un blak blok  è una lesione del suo privato o un servizio alla società?  Domande senza risposta.

La questua

Mi ricorda la scena della chiesa: fate l’elemosina per pregare. fate l’elemosina per protestare. No, meglio ancora, date in fidejussione un appartamento o una macchina, forse è meglio un condominio o un quartiere dati gli ultimi danni,  per  poter sfilare nelle strade della capitale. Se fate danni ci teniamo tutto, anzi meglio se non protestate, tanto nessuno vi ascolta in nome della crisi, il sacerdote pontificale nel cui nome si distruggono economie nazionali. Tanto c’è tempo, di che vi preoccupate! La frase peggiore del mondo : c’è tempo  e non c’è un euro, dovremo inventarci qualche cosa. Per chi accusa di non cercare notizie vere, queste sono le parole del Premier italiano attualmente in carica.

Dette alcuni giorni fa, alla faccia dell’economia nazionale, dei disoccupati e delle ragioni degli “indignados”. E tutti zitti, qualche protesta come da copione, ma tutti zitti zitti. Che dire? Non ci resta che pregare, in qualsiasi religione, setta o gruppo, e sperare nel miracolo. Anche gli agnostici e gli atei si uniscano, non facciamo distinzioni. Le monetine invece dovremmo raccoglierle e inviarle al Palazzo. Anzi meglio tirarle.

Concordo con Zucconi

Blog

Ho visto le riprese dell’incendio al furgone in tv. La massa nera di uomini che si muoveva come in un balletto crudele e violento nella piazza sempre più sgombera di persone. Sono rimasti in pochi, oltre ai blak blok ad aggredire la camionetta, come cani attaccati all’osso. Sembrava quasi che dovessero farlo, per firmare con un gesto definitivo  un pomeriggio da cani. I poliziotti sono usciti dal blindato, la folla era ferma, poi  ci sono stati molti tentativi di appiccare l’incendio, alcuni minuti di attesa, di prove e, poi le fiamme si  sono levato dal metallo, mentre qualcuno scriveva una sigla sulle lamiere. Ho telefonato a degli amici che sapevo alla manifestazione , erano in un altro corteo, e comunque stavano tornando a casa. Per fortuna, ho pensato,  c’erano altri cortei. E la manifestazione non era solo quelle immagini che ricordavano Genova e il G8.  La manifestazione era anche gente pacifica che ha urlato la sua indignazione, ora più grande. Insieme al resto del mondo. Uniti.

Indignati il 15 ottobre nel mondo

Franz e Milvia hanno ricordato la manifestazione del 15 ottobre in tutto il mondo, qui in Italia a Roma e in altre città. Che cosa succederà? Tutti gli indignati manifesteranno nelle piazze  “contro il sistema finanziario, paradisi fiscali compresi; contro il potere politico e i politici che hanno perso contatto con la realtà e con la popolazione; contro le iniziative militari, comprese quelle della NATO; e infine contro il potere mediatico, accusato di non dare spazio sufficiente al dissenso e di soffocare le voci libere, anche sulla Rete”

La Rete ha messo in contatto le persone, i popoli, le genti e l’adesione è massiccia. Apartitica, libera dalle bandiere, unita del gridare la rabbia di chi è al centro e vittima delle manovre speculative delle banche e del potere economico e politico. A volte, analizzando quello che succede, sembra che ormai le nazioni siano usate come laboratori per togliere libertà e democrazia in nome della crisi e del profitto. Mi pare, ma forse è solo fantascienza, che ci sia una ricerca nello spegnere  le richieste della gente. Chi è povero o non ha lavoro non può chiedere più libertà o più giustizia. Chi ha paura del futuro abbassa di molto le sue richieste, concentrato sulla sopravvivenza quotidiana. Non penso sia solo la crisi economica, ma i soldi dove sono finiti? Penso ci sia un disegno preciso nel declassare l’economia della Grecia, della Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda. Cominciarono con l’Islanda, che si ribellò per prima e non ha mai pagato il debito. Poi la Grecia ecc.  Gli investimento sono dirottati nell’Asia, fra l?india e la Cina. Nazioni popolosissime, rigidamente strette in categorie sociali o dominate dal regime, con milioni e milioni di operai sostituibili e senza diritti.  Alla fine staranno meglio duecento milioni di cinesi o indiani, i loro ricchi, saranno la borghesia del futuro e noi diventeremo i loro cinesi. Noi siamo molti di meno, e abbiamo pretese. Vogliamo mantenere il nostro tenore di vita. Non ce lo permettono più.

Un post sull’argomento

Dire, fare…

Dire, fare, baciare, lettera, testamento, pioggia, vento. Una conta di quando ero piccola, per individuare il primo del gioco. Adesso le conte sono diverse e si contano le scarpe (!) . Mi piace l’idea della conta che mette al primo posto il dire, cui segue, a debita distanza il fare, poi le altre  azioni in una sequenza identica nella vita. Si parla molto, e si fa meno, si bacia quando si può, le lettere ormai si scrivono solo con la tastiera e il testamento non si fa più, tanto agli eredi rimangono certamente debiti e poco altro. Chi ha pensato a questa conta conosceva la vita fatta di parole, apparenza e illusioni. Ultimamente mi viene spesso in mente, come una logora cantilena. Ho la sensazione che si parli molto e si faccia pochissimo, sia per la vita che per la crisi. Serpeggia una certa insoddisfazione sulla lentezza con cui si muove il rinnovamento. Si vorrebbe cambiare tutto in fretta, ma non è possibile. Ma il cambiamento lento, il fare, c’è. Un milione e più di firme raccolte per abrogare il porcellum. Non è di poco conto smuovere un milione di persone e far firmare con nome e cognome e documento! Senza campagna pubblicitaria, per di più.  Far cadere il sindaco di Parma furor di popolo. Se non sembra poco! A suon di percussioni sulle pentole e rabbia per il modo di governare. Lascia un debito di sei centomilioni.

Persino la Confindustria ha stilato un documento con cinque punti per affrontare la crisi. Al di là della condivisione o meno, io non sono per niente d’accordo sull’aumento degli anni di pensione, visto che sono a tiro!, si sono mossi anche gli industriali. Ecc. Quindi il momento critico è anche un momento di  riflessione , di analisi e di proposte. tutti ma proprio tutti stanno elaborando il momento. Solo al Parlamento è tutto fermo, forse perché sono consapevoli di aver raggiunto il capolinea, con tutto quel loro dire e mai fare. Ora è il momento di un’altra conta: unci, dunci, trinci, quari, quarinci, un fran, chesh. Chissà cosa vuole dire!

Il blog di Franz per altre informazioni sul fare della gente

Succede anche in Grecia

Un mio amico , tornato dalla Grecia pochi giorni fa mi raccontava della disperazione e della preoccupazione dei greci per la crisi. Mancano i libri e tate altre cose, a causa dei debiti  e agli studenti sono stati consegnati dei dvd. Si presuppone che uno possieda un lettore di dvd. Ma se non ci sono soldi non si possono comperare nemmeno i lettori di dvd. Gli studenti, per tutta risposta li hanno portati in piazza e buttati davanti al Palazzo. Mi sembrava una cosa incredibile, un segno di vero declino. Anche da noi succede, solo che i genitori hanno avuto l’invito a pagarsi i libri. Segno che la crisi non è ancora così enorme? Si dice che i giochi della borsa non ci riguardano e che  S&P parla solo agli addetti, ma se la tua banca viene declassata che significa? Che i tuoi soldi non ci sono più? Di certo c’è che  se lo stato fallisce non ci sono più soldi per nessuno a meno che uno non li abbia portati all’estero. Alla fine vincono sempre gli evasori!

Tornando ai libri di testo è incredibile che si continui a smantellare il futuro dell’Italia, la scuola, in modo così esemplare.

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