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La benzina a 2 euro e noi a piedi

Fare benzina è diventato un problema, quasi come comperare tartufi o beluga ( che per altro non mangio e non compro). Questi e l’oro si acquistano ogni tanto, ma la benzina è una necessità per chi lavora e si deve spostare. Ma se costa 2 euro il litro dove si va? Poco lontano quindi si torna al quartiere, a girare a piedi o con i mezzi pubblici, a risparmiare, perché ormai è un lusso. Diminuisce il traffico e la vendita delle auto è in ribasso, in compenso sono in aumento le rotonde. Dalle mie parti ci sono campi puntellati di paletti disposti in cerchio, come i cerchi del grano, e strisce di terra battuta che sbucano non si sa da dove e finiscono in niente. Due strade parallele a distribuirsi un traffico che non c’è. Rotonde in divenire per educare un traffico inesistente. Kilometri quadrati di territorio coltivabile sacrificati a una organizzazione del territorio vecchia, che non tiene conto della nuova realtà. Qualcuno faceva notare che non potremo mangiare i pannelli solari che oramai occupano ettari e ettari di terreno, e aggiungo io neppure l’asfalto con cui sono fatte le strade e le rotonde. Parlo del mio territorio, dove, volendo si può ancora girare in bicicletta. Ma fra poco solo a piedi, perché i campi, con le strade di campagna non ci saranno più, solo rotonde e strade larghissime prive di auto. Un deserto d’asfalto.  Che tristezza!

Paperelle disperse nell’Oceano

Sono piccole e gialle, giocattoli per bambini, che galleggiano: le paperelle gialle. Mi chiedevo tempo fa a che servivano, e scopro con stupore che sono giocattoli sparsi in tutto gli oceani del mondo. Un problema così importante che è seguito da scienziati, che in questo modo studiano il corso delle correnti marine. Dal 1991 galleggiano libere e riconoscibili, inquinanti, indistruttibili. Durano cento anni.

Quanti oggetti abbiamo in casa che si distruggono in cento anni o più?  Avverto un senso di impotenza se penso che loro durano più di me e si ammassano inesorabilmente in casa e alla fine nelle discariche. Di solito il discorso del recupero e dell’utilizzo di prodotti biodegradabili è astratto, razionale, da professori. Visto dalla parte di una semplice, simpaticissima, coloratissima e allegra paperella diventa quasi cannibalesco. La plastica ci mangia l’ambiente piano piano, in modo silente, fino a che qualche giornalista non pubblica un articolo o un libro.  Speriamo che l’invenzione di plastiche biodegradabili risolva la situazione. In ogni caso, se trovate una paperella dell’Oceano rimandatela al produttore: vale cento dollari.

Articolo sulla Stampa

Cartina con gli spostamenti delle paperelle dal blog ALFATOWN: papere in viaggio

papere-in-viaggio.html

Nella neve

Lascio le diatribe sulle informazioni meteo, la rabbia dei viaggiatori nei treni fermi sotto le gallerie e la battaglia “dove metto la neve che spalo?” e ” pensa se nevica ancora!” Ho trovato nella neve una sorpresa. che mi sembra augurale e in ogni caso gentile. Arriverà la primavera, prima o poi! Gelsomino nudo, che fiorisce in febbraio!

 

Home ovvero parliamo della nostra Terra

Ho ricevuto il link del film Home. Non ci  sono attori, ma splendide scenografie e la storia racconta di una grande ricchezza che viene  velocemente sperperata, fino a quando, il protagonista principale non morirà. La storia dell’uomo e del suo rapporto con la Terra.

Il sole nel cuore

L’anno scorso, in questi giorni, sembrava che il mio mondo stesse per svanire nel nulla, che io stessi per scomparire, lasciando progetti interrotti, affetti, oggetti a cui sono affezionata, i mie amatissimi gatti. Non sapevo ancora il nome del mostro che inopinatamente aveva occupato una parte di me, del mio corpo. Sapevo che c’era e ogni giorno io lo nutrivo, lo portavo in giro, lo custodivo mio malgrado. In quei giorni tutta la mia vita è scorso come una serie di caroline seppiate e in bianco e nero. Quelle a colori facevo fatica a ricordarle, i momenti felici, gli amici del cuore, la gioia di progetti realizzati. Mi venivano in mente solo scatole vuote dove non ero ancora riuscita a rinchiudere nulla di completo. Uno sgarbo, un amico lasciato per strada, il lavoro interrotto e tante speranze sospese. La delusione che avrebbe creato il mio non esserci. Non tanto il dolore, quanto il vuoto che avrei lasciato.Ancora non sapevo tutta le verità, quella è arrivata dopo, con la neve di febbraio e altre cure da fare.In quei giorni mi ero rifugiata nell’angolo del divano a sferruzzare improbabili sciarpe e inutili borse di lana, grandi ,piccole ancora incomplete per altro. Sorridevo e cercavo di non far trapelare la mia paura. Solo ora capisco lo sforzo che mi è costato contenere tutto e trasmettere alla mia famiglia quel tanto di apparente serenità che ci permettesse di andare avanti.

Ora sto bene. Il mostro è stato tolto, le cure sono state pesanti e dolorose, ma utili, almeno per adesso. Ogni volta che faccio un controllo ed è tutto a posto mi sento felice, viva, piena di voglia di fare progetti e di andare avanti, nonostante l’incertezza di questa situazione. Ogni giorno scopro un modo diverso di vivere, sorrido alle persone che non conosco, sono diventata gentile, sono uscita dal mio guscio di ostilità. Oggi un vecchietto mi ha fischiato dietro, fraintendendo i capelli candidi e il piumone dell’anno scorso che mi fa diventare una morbida palla. I capelli bianchi sono splendidi, candidi come la neve, aspettano solo un taglio sapiente per date forma a questa nuova io che sono ora. Ora ho il sole nel cuore e spero che rimanga.

Parliamo di donne

Ormai siamo certi che non esistono solo le escort, ma una folla di donne piene di entusiamo e iniziativa per produrre , innovare, crescere e anche divertirsi. Ne ricordo alcune  nel mio piccolo. Cucitocafè è una assciazione che si occupa di insegnare a cucire abiti, ripararli, riciclare stoffe, e altro. E’ appena nata e vale la pena di farla conoscere.  l’ideatrice, una giovane donna piena di entusiasmo, voglia di fare e iniziatia, bella, elegante e raffinata. Non le manca nulla per avere successo. Avrebbe potuto fare altro invece ha messo in piedi questa lodevole inziativa. Le auguro ogni successo, se lo merita!

Le sarte d’arte è un laboratorio dove si creano abiti, si riciclano  e si riparano con un occhio speciale alle altre culture e all’inserimento delle straniere nel mercato del lavoro. L’ideatrice è una donna  piena di talento e di energia. Nata dal nulla, come l’iniziativa precedente, ha un buon successo e si sta affermando nel territorio.

Altre donne hanno trasformato l’hobbystica in una risorsa economica, con l’ottimismo che solo le donne hanno. Ci sono poi associazioni che si occupano di tematiche femmin e la lista è lunga. Bisognerebbe che tutte avesso il sostegno della società e delle altre donne per crescere e stare insieme. Ce la possiamo fare!

I luoghi delle donne in Italia