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Invecchiare con stile

E’ obbligatorio invecchiare con stile? E’ indispensabile? Non si può andare avanti lasciando perdere chirurghi plastici, parrucche e lettini abbronzanti?

In questo mondo sempre alla ricerca della perfezione fisica, dovuta a photoshop e al denaro speso per affidarsi ad altri che decidono come vestirsi, che cosa mangiare, come muoversi e cosa fare, non inseguire questi canoni è uno sfregio. Invece io penso che fare una vita libera dai legacci dell’apparire sia  molto rivoluzionario. I capelli bianchi, ci tornerò di nuovo, il giro vita più largo e quei colori che non sempre si accostano benissimo sono un atto di estrema libertà, prima di tutto intellettuale poi fisica.  Noi che abbiamo lottato tanto per non portare i calzettoni di pizzo bianco fino a 14 anni, e che abbiamo accorciato le gonne dopo Mary Quant, litigando con i genitori possiamo permetterci di tutto. Naturalmente c’è il limite della salute e di un buon rapporto con se stessi. Fondamentalmente io non amo molto le nonne che sembrano le figlie e le nipoti, quegli esseri strani che non sai quanti anni hanno, ma che dimostrano di essere succubi della moda, senza età. Mi piacerebbe che fosse una scelta libera, non determinata dall’ obbligo di apparire  sempre giovani. E anche vero che ormai è tutto massificato, uguale, non c’è differenza fra le diverse età, ma solo fra le diverse taglie. E’ una bella costrizione anche questa! Ci sono pochissimi abiti per persone oltre. Come se il non stare a dieta e il non seguire certi canoni estetici sia sbagliato e punito con sacchi neri e camicioni scuri e  tristi.

Ebbene io vorrei lanciare un sondaggio:

secondo te le donne devono seguire i canoni estetici

si o no?

 

Pasqua

Da piccola portavo il cestino di uova in parrocchia, a farle benedire. Poi a casa le decoravo con i colori a tempera. E il giorno di Pasqua si mangiavano, come un cibo pieno di energia e futuro. L’uovo è il futuro pulcino, la futura gallina, altre uova. Si rinnova anche lui. Ora ho perso questa abitudine; della Pasqua ho tenuto il significato più profondo: il rinnovamento, la rinascita della natura e della vita, la Primavera che porta frutti,semi, e cuccioli. Il significato che sempre tutta l’umanità ha dato a questo periodo dell’anno, in cui si esce dal freddo ( anche se per ora è ancora tanto) e si vedono le piante germogliare e crescere. Forse sono frasi banali, risapute, ma credo che ricordare ogni tanto quanto dobbiamo alle stagioni e alla Terra sia fondamentale. Sono preoccupanti l notizie che arrivano dagli scienziati: se non la smettiamo di inquinare e di usare il petrolio finiremo presto di apprezzare la terra, i fiori , gli animali. E non avremo più tempo per rimediare.

In ogni caso auguri  a  tutti nella speranza che sappiate apprezzare i doni. E conservarli, possibilmente.pasqua

 

Donne oggi

Hanno accantonato le quote rosa, si sa che il rosa non si addice agli uomini, troppo femminile, ma di quel femminile che ricorda i tacchi a spillo e le calze nere, non le donne che lavorano. E negli stessi giorni storie di donne che massacrano i figli, storie di ragazzine che si prostituiscono per le ricariche del cellulare, donne uccise, massacrate dai loro uomini.. Tutti si dicono addolorati, stupiti, increduli. Ma come si può pensare che le donne siano rispettate se i parlamentari per primi non lo fanno? E per tv passa la pubblicità di una legge che nell’industria obbliga la distribuzione al 50% dei posti di comando. Si sa che le parlamentari non fanno impresa e hanno poche lobby dietro, che so cibo  per animali, collant, rossetti e profumi e varie simili. E quindi non contano niente, al massimo posti onorifici ( presidenze ecc) che non costano niente e non mettono niente in discussione.

Mi sa che le donne fanno paura, sia perché hanno un diverso modo di pensare , non tutte in effetti, rispetto agli uomini, sia perché occuperebbero  un posto che deve essere degli uomini.  Quindi teniamoci Brunetta, e gli altri. Le donne facciano da coreografia, con il taillerino color pastello, o pitoccato e non rompano. Siamo in Italia, si sa no, che non possiamo fare come nel resto dell’Europa.

Auguri di Natale

Auguri a me prima di tutto, il perché lo sapete, e se non lo conoscete leggete il blog . E’ il terzo Natale, e vai! Auguri a tutti coloro che soffrono, hanno sofferto e soffriranno per un tumore. Un pezzetto del mio cuore è per tutti loro.

Auguri a tutti i docenti che diventeranno impiegati, almeno un lavoro lo avranno,e  di questi tempi è molto importante.
Auguri ai politici, spero che rimangano in bolletta ( sui loro conti)  così provano un poco la crisi e la smettano di usare i nostri soldi per mutande verdi e mentine al cianuro.

Auguri agli altri blogger che continuano , con indomita tenacia a scrivere pagine,diari e commenti  pensati con la loro testa, senza avere un capo che declina le parole. I pensieri liberi sono il meglio!

Auguri ai bambini che ancora riescono a vivere pensando al futuro. Diranno peste e corna quando si accorgeranno di quello che gli stiamo lasciando, dalla Terra dei Fuochi alla vacuità dei nostri modi di vivere, sempre senza pensare all’essenziale.

Auguri anche  a tutti coloro che si danno da fare per cambiare il mondo. E’ quasi impossibile, ma si può fare.

Auguri a tutti, in fondo tutti abbiamo bisogno di qualche giorno di stop e di goderci quello che abbiamo, che dopo si ricomincia.

Cambia-menti, di Vasco Rossi. Ultimamente mi sento molto in sintonia con quello che canta! Anche lui è del 1952!

Aspettando Godot (quota 96)

Non è la prima volta che aspetto Godot. Nella mia vita e in tutte penso, ci sono periodi in sui l’attesa è lunga, sfinente, possessiva fino al completo assorbimento dei pensieri. In questa attesa trovo un accanimento contro noi lavoratori violenta e sprezzante. Come in tutte le categorie che aspettano se lavorare o no, se andare avanti o essere costretti a fermarsi, per cause avverse e non per volontà.  Sì io aspetto comunque di sapere se andare in pensione o lavorare fino al 2016/17, quindi non mi manca il pane, mi chiedo però se per decidere il Governo debba metterci tanto. Tra l’altro vale la pena si apprendere nuove procedure, attrezzare la mente per organizzarsi se poi fra orto mesi andrò a casa o in un altro posto? Sono le stesse sensazioni che provano, molto più in grande i precari. Io vorrei aiutarli lascino loro un posto, ma non si può. Di tutto quello che m accade attorno da B. a Renzi, alle  separazioni politiche e alle strategie non me ne importa nulla. Per ora. Perché anche la mia,

nel suo piccolo è una lotta politica, Come sarebbe bello che la legge Fornero, almeno nella parte dei docenti fosse dichiarata incostituzionale!

Aspettare la sentenza di domani ( quota 96)

Sto aspettando che la Corte di Cassazione emetta la sentenza di incostituzionalità o no della legge Fornero sulle pensioni dei docenti. Sono tesa, perché da domani saprò se dovrò restare al lavoro per latri anni oppure andarmene in pensione.  Altra vita, altri progetti in alternativa alla sveglia delle sei e al conteggio dei recuperi e delle ore. sembra una eresia dato il momento, ma ogni persona ha la sua storia. La differenza fra chi va in pensione da insegnante è che smette di lavorare in settembre. La Fornero ha deciso invece che il conteggio della pensione parte da gennaio facendo lavorare le persone sei mesi in più. E quelli del 52 si sono visti allungare gli anni di lavoro fino al 2016/17 perché nati da gennaio in poi . Ora speriamo che mettano una pezza a questa ingiustizia, così lasciamo il posto a 3950 precari, che potrebbero essere assunti in ruolo. Anche per loro voglio andarmene. Speriamo!

Mi sta crescendo la barba

Non sto dicendo che con la vecchiaia (?) mi sto mascolinizzando come accade spesso alle donne, che si tagliano i capelli , rinunciano a ogni orpello di bellezza, salvo togliersi qualche baffetto. No , sto parlando della storia politica attuale. Ne ho le tasche piene: del governo, dei nani e delle parole al vento. Basta. Non se ne può più. Si credeva che il peggio fosse quando comandava la Lega, ma ci siamo sbagliati. Sono tutti in accordo, anche i 5S che , dalle parole di Grillo si scoprono razzisti e contrari all’accoglienza dei naufraghi, perché farebbero perdere voto. Peggio di così non è possibile.  E allora ci si dedica ad altro. Basta politica e dibattiti, meglio giochini e calzette. Io aspetto la soluzione dei quota 96 o per l’altra situazione, ma qui non si muove foglia. Mancano soldi. E allora rimango in ufficio, la cui vita racconterò un’altra volt, fra timbri, fotocopie e pause caffè! Dovrei rimettermi a fumare  per fare più interruzioni. Però bevo molta acqua, quindi…

Aspettando che il pesce scongeli

Che confusione! Da ogni parte, sia chiaro, sia nella vita politica che nella vita e basta. Gioco a giochini stupidi aspettando :

che il ginocchio guarisca, finisca la conta dei QUOTA 96, per sapere se andrò poi in pensione, si decida per i docenti fuori ruolo, che il pesce si scongeli, che il giochino si ricarichi che le vite finiscono subito, e io non voglio spendere soldi, che il governo faccia qualche cosa, che la politica si muova, che i  5S diano un colpo di reni, anziché  bamboleggiare, che si sia qualche film decente in tv, che mi vengano idee per il nuovo romanzo, e che tutto diventi più chiaro, meno confuso e nebbioso. Non è per caso, tranne il pesce che si scongela. Il tutto è voluto. Dai mezzi di comunicazione e dai politici. ormai alla sera spengo la tv e leggo un libro. Ho noia anche dei libri. Basta, vado a fare il pesce. Per il resto può aspettare.  Ma una domanda mi frulla in testa : il nuovo dov’è? Non c’è, come nella moda,  ora si ricicla tutto, specialmente le idee ammuffite e obsolete. I nomi delle tasse per esempio. Potevano chiamarla TRISTE. Una tassa triste è il massimo!

 

Ebbene sì, sono tornata dalle ferie.

Ieri mattina c’era una nebbia fitta fitta, 15 gradi di temperatura e le montagne invisibili. Mi sono infilata il maglione, e altri strati di maglie poi sono salita in macchina. Viaggio comodo, senza ostacoli, per fortuna. Camminare, respirare a fondo, andare per boschi e poi per malghe. Sì ma non proprio. Devo ancora allenarmi un po’ quindi ho fatto con calma. Poche passeggiate nei boschi, ma ho camminato ugualmente. In effetti non sono ancora la top, e quando mai?, cercherò di allenarmi in futuro. In compenso  ho fotografato molte case caratteristiche del luogo. Sono andata nell’alto Veneto, ma preferisco il Trentino.

Il ritorno, almeno alla fine di agosto, è sempre pieno di buoni propositi, un capodanno in anticipo: mi iscrivo in palestra, faccio la dieta, basta con i carboidrati e cose così. Poi si riprende il tran tran e si torna a fare il solito. Normale.

Mentre ero via ascoltavo le notizie con un orecchio, ma trovavo tutto talmente deprecabile ( e parlo della politica, dell’ egonano e dei suoi servi) che non vi ho prestato particolare attenzione. Con la crisi che c’è, e si vede benissimo, tutto il resto è noia, come cantava Califano, uomo concreto.  Ciò che mi stupisce è l’accettazione della gente, ma credo sia proprio perché è troppo presa a contare le monete che ha in tasca o a controllare che non gli rubino la fabbrica, nel senso completo e reale della parola, che non ha tempo di seguire il resto. Ma rimane una parola che esce: VERGOGNA per questi animali, caimani, pitonesse, falchi, colombe e vermi. Vedremo, ma non sarà comico, solo nauseante.

hyeronimus bosch
Hyeronimus Bosch

Il Cristo con la croce ha sbagliato quadro.

Internet e la rivoluzione dei popoli

Non c’è bisogno di essere degli analisti per capire che internet sta modificando la mentalità delle persone a livello mondiale. Tutti o quasi possiedono un cell, gli immigrati per tenersi legati alle famiglie lontane, i senza casa, coloro che lavorano, persino i bambini per chiamare i nonni. Tutti. Il cell fa sentire sicuri e vicini ai propri affetti. Ricordo una telefonata dalla Mongolia, io sotto il sole del mare, dall’altra parte nel deserto delle pianure mongole, in un unico attimo di collegamento satellitare.  Fu una forte emozione sentirsi dire “Sto bene” da tanti km distanza. Il cell ci collega a internet e ci mette a disposizione i pensieri e le differenze del mondo. E la voglia di  democrazia dei popoli. Ma non nel senso di chi crede che la rete sia la Grande Madre della democrazia, ma solo perché fa conoscere, come una volta i cantori  che portavano storie o prima ancora i mercanti che diffondevano ciò che accadeva nei paesi attraversati. Ogni popolo cerca la  strada per la sua democrazia, invece i potenti reprimono questa esigenza. Dalla Primavera araba alle proteste in Brasile si scopre un mondo di uguali, gli sfruttati, e un l’altro mondo, sempre esistito, di ricchi e potenti. Mi chiedo che fine farà la nostra voglia di democrazia e di uguaglianza se saremo schiacciati sempre di più verso la povertà, rendendoci  un unicum mondiale di servi e lavoratori senza diritti. Il chiavistello di questo progetti si apre con le crisi economiche che pongono in primo piano la sopravvivenza, cancellando la parvenza di democrazia fin qui ottenuta. Basta guardare ciò che è stato fatto alla Grecia, per poi far dire al Fondo Mondiale, forse potevamo fare diversamente. Trovo preoccupante questo laboratorio verso l’appiattimento, perché ne va anche del nostro futuro. Mi spiego : mentre i brasiliani protestano perché non hanno servizi sanitari e di protezione, noi li stiamo perdendo con la scusa che non ci sono soldi. Arriveremo ad un punto in cui tutti, brasiliani, arabi, cinesi, lo sono già, indiani ecc avremo pochi servizi, poche libertà, poco lavoro, costretti alla sopravvivenza. A meno che i potenti non si rendano conto che senza la nostra microeconomia loro non ci guadagnano.  Per essere domenica mi sono fatta prendere da una visione pessimistica del futuro. Spero passi, spero di sbagliarmi, perché le mie sono solo parole che nascono dal cuore. Pace per tutti.

In onore di Vasco Rossi tornato sul palco. P.S. Vasco ha la mia età, ha fatto le magistrali, esce da un periodo nero. Sono solidale.