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Del caos e della confusione create ad arte

La manipolazione sta arrivando a livelli indicibili. Prendiamo la tv. Ero al bar che aspettavo il caffè quando ho sentito la musica di Beautiful, la soap opera che va in onda da una vita. Sul primo momento mi sono sentita spaesata. Ho pensato a una puntata  extra, ma alle nove di mattina mi sembrava quantomeno originale. Allora ho guardato il tv al plasma , che già a quell’ora era acceso per il “piacere” dei clienti. La musica era la medesima, il titolo pure, ma era un programma sulla bellezza e il benessere fisico, il cui primo servizio si interrogava, molto seriamente? sul dilemma: la bellezza è un diritto o un lusso da tassare, riferito alla chirurgia plastica. Si potrebbe aprire un dibattito filosofico sulla bellezza, sul concetto di bellezza, sul valore della bellezza e sul diritto a vivere nella bellezza. Ma voglio soffermarmi sulla confusione che ingenera, ad arte, la scelta di trasmettere due programmi con lo stesso titolo e la stessa sigla. Non entro nel significato delle trasmissioni, mi interessa la scelta di non definire, di non separare  trasmissioni su due reti concorrenti. Perché questa scelta? Perchè non attribuire identità diverse  quando hanno identità diverse, funzioni differenti ma credo lo stesso pubblico. Un minimo esempio della confusione creata ad arte. Come pure un esempio di come si stia cercando di non lasciare identificare nemmeno una trasmissione. La comunicazione della omogeneità assoluta.

Come la richiesta di Ferrara di andare al posto di Annozero. Prima delle elezioni. Stesso orario, stesso tipo di trasmissione, scopo opposto: accrescere il consenso del premier. Almeno il nome sarà diverso. Penso anche il pubblico sia nel numero che nella tipologia.

Sempre sul caos prendiamola lettera all’Ue. Niente di nuovo, tranne i licenziamenti facili. Per fortuna che ci sono i sindacati, perché a una prima lettura sembravano poco incisivi. Invece…L’euro è inutile, no è utile. Non faccio elezioni, ma cerco persone a contratto per metterle in lista per il Pdl. E le pago.

I blak blok incendiano Roma. Dopo due settimane trovano i vandali attraverso le intercettazioni telefoniche. Li conoscevano o no? Non potevano fermarli prima? E intercettare un blak blok  è una lesione del suo privato o un servizio alla società?  Domande senza risposta.

Non facciamoci prendere dal panico

La Legge Reale no. Lasciamola dove sta. Perchè così, riproponendola, vincono i blac blok, se cambiamo le leggi sulla libertà personale. Più soldi alla polizia e strumenti moderni, benzina per le volanti e un numero maggiore di poliziotti equipaggiati in modo attuale, e la sicurezza è certa.  Altro che la Legge Reale, poi apriamo alla legge Rocco  e il cerchio si chiude.

Chi non ha vissuto  negli anni 70 non ha idea di quello che succedeva. La libertà va tenuta stretta e anzi, va tutelata, non ceduta all’ l’emozione del momento. La reazione alle violenze di sabato è già qui : smascherare gli incappucciati, raccontare al mondo chi sono coloro che si nascondono dietro un fazzoletto nero o una maschera e che dopo aver studiato in Grecia come si fa guerriglia sono arrivati in Italia, a Roma. Rimane comunque il vero e unico dubbio: perchè solo a Roma?

E aggiungo io far pagare i danni a coloro che hanno distrutto, o metterli ad aggiustare le strade, rimuovere la ferraglia  bruciacchiata  delle auto sotto gli occhi indignati delle vittime. Un sano bagno di reltà.