Anche il Giallo è sociologico

Sono andata alla presentazione del libro di Valerio Varesi

Il commissario Soneri e la legge del Corano. Ho scoperto Varesi un paio di anni fa e mi sono letta tutti i gialli della  biblioteca. Adoro le atmosfere nebbiose e impalpabili che appartengono così fortemente alla Pianura Padana. Parma è una città “nobile”, bella, piacevole. O meglio era. Anche lei è cambiata con il tempo e con la politica. Varesi racconta la realtà di Parma ( ma penso sia estendibile a tutte le città ) delle zone una volta industrializzate e ora in abbandono. Mi ha fatto riflettere la considerazione sulle rotaie del treno, che dividono come un muro. In effetti ” oltre la ferrovia ” ha sempre un che di misterioso, diffidente, lontano da quello che c’è di qua dalla ferrovia. Due mondi. E naturalmente il mondo nostro e il mondo degli immigrati, stranieri,  extracomunitari, emarginati. Personalmente ritengo che ci sono brave persone qua e là, delinquenti ovunque, perché l’uomo ha gli stessi desideri e le stesse aspirazioni.

Nel giallo  la ricerca del colpevole, io penso, porta il commissario e quindi il lettore , all’interno di questi mondi, porta alla luce stili di vita diversi, a volte opposti, tradizioni che non si sono perdute, ma solo modificate.

Della trama non si è saputo nulla, per fortuna. Un giallo spoilerato no!

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E il romanzo non piace?

Una persona che conosco, amica? non so, aveva accettato di leggere un mio romanzo e fare un poco di editing, visto che lei si vanta sempre di saperlo fare. La storia di questo romanzo è, direi, travagliata. Scritto degli anni 2000, dato ad una agenzia per fare l’editing , pasticciato il tutto e quindi ritirato, rimesso nel cassetto, nuovamente proposto a due persone  che non hanno finito di leggerlo. Quindi ne deduco che è bruttissimo. Forse noiosissimo, forse inaccettabile. Sono solo io che amo le storie dei senza storia? Mah!

La mia amica mi da appuntamento per bel quattro volte. Io ogni volta mi preparo piena di entusiasmo, anche con l’idea che non piaccia, sia orribile. Ma sono adulta e in grado di affrontare le sfide della vita, che se fossero solo queste, sarei a posto. Ogni volta si rimanda quasi all’ultimo. La prima volta per causa mia, lo ammetto, le altre per problemi vari suoi. Quindi le ho chiesto al telefono, mezz’ora prima di partire da casa, se è così orribile, come intuisco. Ma no, mi piace ma si vede che è ancora grezzo, che non è un romanzo, queste sono le bozze. E che allora l’agenzia che ha fatto? Non risponde e io che non amo gli scontri le dico di stare tranquilla che lo riprendo in mano, poi vedrò.

Il problema di fondo è che io a questa storia o meglio alla motivazione delle storia ci credo, sono convinta che possa piacere, ma un romanzo storico deve avere delle caratteristiche particolari e non sempre piace  a tutti.

Proverò di nuovo  a metterci le mani, forse a riscrivere alcuni capitoli, a rivedere le correzioni della agenzia e umilmente ripartirò. Ma lo voglio vedere finito prima o poi!

Ho anche deciso che non chiederò mai più a qualcuno di leggere qualcosa di mio, primo perché i tempi sono infiniti, secondo se non piace non riescono  a dirlo!

Dicono che se proprio non si riesce a pubblicare è bene farlo sul blog. Mah! Non sono sicura che sia una buona strada.