Categoria: romanzo

Spia spia

“Spia, spia

Non sei figlio di Maria..”

Da piccoli l’omertà era una medaglia al valore adornata da mille fiocchetti, tanti quante le occasioni di tacere, negare. Costava tanto con gli adulti, punizioni e sgridate anche molto amare. Ma l’amicizia era salva, e il mondo dei bambini separato inesorabilmente da quello degli adulti. Da più grandi le questioni si risolvevano faccia a faccia, con liti e dispetti, ma sempre circoscritti agli interessati. Amicizie che si rompevano per fraintendimenti, amori buttati in nome del silenzio. Da adulti si è trasformato nel ben più banale ” fatti i fatti tuoi”, “guarda dall’altra parte”. E tutti sono sicuri dentro un cerchio di pettegolezzi sussurrati e riportati di bocca in bocca, come Boccadirosa. E ‘ arrivata la Rete, anzi i social e il discorso si è molto complicato. Metti il nome vero per contratto, la foto a scelta , ti iscrivi a un gruppo che dovrebbe essere sicuro dalle intromissioni. Poi le denunce per frasi scriteriate e offensive. Querele contro chi le dice perché ogni pc ha un indirizzo ip collegato a un server e da quello non si scappa. Poi gli hacker stravolgono tutti e inventano scorciatoie e modi per non dire chi sono. In silenzio assoluto perché per loro sarebbe la fine.

Ma il meglio deve ancora venire. Un movimento attualmente al governo, i cinque stelle, invita i suoi adepti a fare la spia contro colori che non si comportano secondo i dettami della setta. Si stravolge concetto di solidarietà che tanto aveva unito. Poi i probiviri controlleranno e puniranno. Da una parte il popolino e dall’altra i guardiani della legge e ordine. Quali siano i regolamenti che vanno denunciati non e’ dato saperlo. Lo sanno solo gli adepti più vicini al grande Unico.

A me vengono subito alla mente due situazioni: l’Isis e Scientology. Ma anche l’Unione Sovietica di Stalin. Poi una considerazione sulla sicurezza nazionale: possiamo avere dei deputati e senatori in balia di altri iscritti al movimento che possono denunciarli in ogni momento? Mi sembra un modo severo e non democratico di controllarlo. Insomma di tenerli per le palle. E consiglierei all’Unico di darsi una calmata che la vita e’ breve e c’e’ sempre un altro Unico pronto a sostituirlo.

E parlano di denatalità

I cortili sono vuoti, non ci sono bambini che giocano all’aperto, due calci al pallone o una arrampicata sugli alberi. I bambini sono pochi, pochissimi rinchiusi dentro case super accessoriate con Wi-Fi, televisioni, giochi elettronici. Maschi e femmine. La vera differenza inizia nei corsi, dopo la scuola. I bambini sempre intruppati, con un adulto che decide cosa e quando fare, mai alle prese con le proprie e reali risorse. Bambini in gabbia mi sembrano. Sempre meno, mal tollerati in condominio, nei ristoranti o nei luoghi pubblici. Perché fanno chiasso e non sanno gestirsi, dicono gli adulti. Piazzati davanti a uno smartphone a tre anni e in crisi di astinenza se glielo tolgono. Genitori spesso incapaci di reagire, in nome del benessere del bambino. Insomma il Dio bambino! Ma.,. scarseggia come numero, allora campagna per fare bambini. Uno pensa più lavoro, più servizi, più aiuti alla famiglia, più asili nido, più protezione alla maternità e anche alla paternita’, iniziando anche ad aumentare gli spot in cui il padre svolge i lavori di casa, che per farli non ci vuole una laurea. Che cosa ha approvato invece questo governo? Ha stabilito che le donne possono lavorare fino al parto. Previo certificato medico. Dunque la donna rischia la salute per mantenere un lavoro fino al momento in cui diventa madre e dopo sarà sicuramente licenziata. In centro un negozio ha già chiesto un certificato che attesti la non maternità prima di rinnovare il contratto di lavoro. Mi viene da pensare che Erode era quasi meglio.

Il paese lungo 6 Presepio

Sono andata a fare un giretto per controllare lo stato di avanzamento dei lavori di costruzione della piazza e del presepe. Nel paese lungo non ci sono piazze intese come un quadrato cintato da case più o meno nobili. Il paese lungo nasce come osteria e cambio cavalli quindi le case sono sui lati della strada. Dopo anni e anni di discussioni, progetti , concorso di idee ho visto il risultato. Lo spazio e davanti alle case comunali e la scuola, tutte antiche ville recuperate all’uso. Grande spazio, da respiro e permette di individuare la piazza in un luogo dove e’ possibile incontrarsi. Mancano le panchine! Ho trovato ottima l’idea di segnare gli spazi con un reticolato, quasi un parcheggio, sempre utile! Più avanti ho notato che il cortile della scuola elementare e’ stato ridotto per fare spazio al proseguo della piazza. Ho incontrato il gruppo dei Magi con tanto di cammelli e asini. Aspettano l’Epifania per portare i regali a Gesu’. Come sempre mi piace il presepio che abbiamo, costruito da uno che non è santo e nn fa il falegname. Ha l’hobby di assemblare tavole di legno. La prima volta avevo visto solo la Natività’ ero stupita della bravura. Sono statue ad altezza uomo, come figure delle ombre cinesi. Bellissimo. Negli anni di sono aggiunte tante altre figure simboliche. Anche il dormiente e la Meraviglia. E’ l’unico Presepe che mi piace guardare. Trovo in queste figure tutta la fatica del vivere e la sofferenza dei corpi sottili, di cui rimane l’idea della persona. Attualmente e’ posato su un tappeto di erba finta e mille lucine che di notte creano in splendida atmosfera. Sarà anche perché e’ allestito sui gradoni di una finta pensilina del treno. Icona del momento attuale: poveri ricoverati all’addiaccio, sotto una stazione e la ricchezza, i Magi e’ lontana. Decisamente mi piace ma solo per questi motivi. Dal punta di vista religioso non so . Penso a San Francesco e penso che la pensiamo uguale.

Anche il Giallo è sociologico

Sono andata alla presentazione del libro di Valerio Varesi

Il commissario Soneri e la legge del Corano. Ho scoperto Varesi un paio di anni fa e mi sono letta tutti i gialli della  biblioteca. Adoro le atmosfere nebbiose e impalpabili che appartengono così fortemente alla Pianura Padana. Parma è una città “nobile”, bella, piacevole. O meglio era. Anche lei è cambiata con il tempo e con la politica. Varesi racconta la realtà di Parma ( ma penso sia estendibile a tutte le città ) delle zone una volta industrializzate e ora in abbandono. Mi ha fatto riflettere la considerazione sulle rotaie del treno, che dividono come un muro. In effetti ” oltre la ferrovia ” ha sempre un che di misterioso, diffidente, lontano da quello che c’è di qua dalla ferrovia. Due mondi. E naturalmente il mondo nostro e il mondo degli immigrati, stranieri,  extracomunitari, emarginati. Personalmente ritengo che ci sono brave persone qua e là, delinquenti ovunque, perché l’uomo ha gli stessi desideri e le stesse aspirazioni.

Nel giallo  la ricerca del colpevole, io penso, porta il commissario e quindi il lettore , all’interno di questi mondi, porta alla luce stili di vita diversi, a volte opposti, tradizioni che non si sono perdute, ma solo modificate.

Della trama non si è saputo nulla, per fortuna. Un giallo spoilerato no!

E il romanzo non piace?

Una persona che conosco, amica? non so, aveva accettato di leggere un mio romanzo e fare un poco di editing, visto che lei si vanta sempre di saperlo fare. La storia di questo romanzo è, direi, travagliata. Scritto degli anni 2000, dato ad una agenzia per fare l’editing , pasticciato il tutto e quindi ritirato, rimesso nel cassetto, nuovamente proposto a due persone  che non hanno finito di leggerlo. Quindi ne deduco che è bruttissimo. Forse noiosissimo, forse inaccettabile. Sono solo io che amo le storie dei senza storia? Mah!

La mia amica mi da appuntamento per bel quattro volte. Io ogni volta mi preparo piena di entusiasmo, anche con l’idea che non piaccia, sia orribile. Ma sono adulta e in grado di affrontare le sfide della vita, che se fossero solo queste, sarei a posto. Ogni volta si rimanda quasi all’ultimo. La prima volta per causa mia, lo ammetto, le altre per problemi vari suoi. Quindi le ho chiesto al telefono, mezz’ora prima di partire da casa, se è così orribile, come intuisco. Ma no, mi piace ma si vede che è ancora grezzo, che non è un romanzo, queste sono le bozze. E che allora l’agenzia che ha fatto? Non risponde e io che non amo gli scontri le dico di stare tranquilla che lo riprendo in mano, poi vedrò.

Il problema di fondo è che io a questa storia o meglio alla motivazione delle storia ci credo, sono convinta che possa piacere, ma un romanzo storico deve avere delle caratteristiche particolari e non sempre piace  a tutti.

Proverò di nuovo  a metterci le mani, forse a riscrivere alcuni capitoli, a rivedere le correzioni della agenzia e umilmente ripartirò. Ma lo voglio vedere finito prima o poi!

Ho anche deciso che non chiederò mai più a qualcuno di leggere qualcosa di mio, primo perché i tempi sono infiniti, secondo se non piace non riescono  a dirlo!

Dicono che se proprio non si riesce a pubblicare è bene farlo sul blog. Mah! Non sono sicura che sia una buona strada.