Il dado è tratto

Che rimane di una relazione finita, una relazione breve, discussa, sofferta? Una relazione sbilanciatissima? Da una parte uno che era arrivato molto prima di quello che invece lo comanda. Strana relazione.

Non hanno niente da condividere ma ambedue non sopportano le suocere impiccione. Sono loro che stravolgono la realta e danno pessimi consigli. Una coppia giovane e vecchia a seconda dell’argomento a cui manca totalmente la condivisione e la visione del progetto. Uno lo sa bene ma se lo tiene per se, l’altro è creativo inconcludente, lesso. Alla fine scoppiano e cosa rimane ? Una esplosione di parolacce, rinfacci, dispetti. Ecco questo è il nostro governo gialloverde. E noi in mezzo e sotto, schiacciati da un nemico invisibile e scivoloso. Saremo oppressi da questo caos e perderemo quel poco che abbiamo.

Scrivere di che cosa?

Scrivo racconti ma preferisco scrivere romanzi. Per ora ho scritto tre romanzi finiti, una storia lunga, vari racconti. Ho pubblicato un romanzo e un libro di favole per bambini. Sento il bisogno di scrivere un romanzo nuovo ma ho la sensazione che manchi l’idea buona, il guizzo geniale. Come ambiente preferisco tra gli anni trenta e gli anni ottanta. Parlando con una persona erano scaturite varie possibilità ma alla fine rimango poco convinta. Tanti le trame sono quelle, i sentimenti pure anche ultimamente c’è sempre un morto in mezzo. Ispirarmi a un classico, a una Agata o s un Scerbanenco? Non so, le idee sono sempre peggio!

In verità mi piacerebbe scrivere un romanzo d’amore storico moderno. Medito sul da farsi.

Spread e buttafuori

Il governo giallo verde ha presentato il suo piano economico all’UE. Loro lo hanno letto, poi hanno comunicato che non copre le spese con le entrate e che le spese non son ben destinate, visto che serve per lo più a dare soldi ai poveri tipo mancetta. Stanno per darci una montagna di penalità da pagare e loro se la tirano. Aspetto la letterina

Aggiornamento: l’Eu vuole vedere le carte con i nuovi calcoli perché non crede alle parole dei due vice premier. Il vice verde ha già detto che qua non si fa una barriera per qualche decimale in meno. Si dimentica che ogni percentuale sono miliardi di Euro. Non nastri a metro. Di Maio abbozza, farà fuori anche l’ultima speranza di dare realmente il reddito di cittadinanza a qualcuno miracolato.

Insieme fanno una figura orrenda, dimostrano di avere truffato gli italiani. Ad oggi non li amano troppo, sono in calo nei sondaggi, di poco ma in calo. Poi all’orizzonte c’è la rivolta dei giubbetti gialli. In Francia hanno distrutto un viale che porta alla Torre Eiffel. Vogliono che non ci sia l’aumento della benzina e altre cose. Anche in Italia le accise non sono diminuite. Facile che altri automobilisti si stiano arrabbiando. In sintesi non sono più in luna di miele, si avvicina il Natale è non sono state mantenute nessuna delle promesse. Si aspettano manifestazioni e barricate. Se lo meritano branco di buffoni allo sbaraglio.

Cola-tax

Si era già sentita in passato, non è una proposta originale. Sarebbe stato molto originale se avessero proposto di tassare gli alcolici. Un fiume di denaro nelle casse dello Stato. Già perché il consumo di alcol e’ sempre in aumento. Bevono molto i giovani, i giovanissimi, gli anziani. Sai quanto denaro si potrebbe mettere al sicuro. Ma il vino si produce in tutta la penisola. Dalle Alpi alla Sicilia pieno di lobby, di produttori, enologi, cantine, vigneti. Intoccabili, così intoccabili che nessuno parla dei rischi del consumo di alcol, che se associato ad altro uccide velocemente. Ma zitti, tutti zitti. Come sul consumo delle droghe. Nessuno ne parla, poi ogni tanto muore qualcuno e si scopre che ci sono di mezzo o droga o alcol o tutti e due. Sembra un paese anestetizzato, una casa di riposo nemmeno troppo allegra. E allora ci si butta sui dolci, si sa che fanno male! Anche se mettendo una aspirina dentro una bottiglia di coca cola si produce un effetto esplosivo. Che paese strano che stiamo diventando! Ma a me le tasse sulla coca cola non interessano: non le bevo! Unica eccezione il chinotto, che bevo in estate fresco, dissetante! Meraviglioso.

La provincia.3 Le Case

Dopo la curva, alla seconda rotonda del paese lungo ci sono tre caseggiati con un grande cortile davanti. Uno in fila all’altro sembrano guardare il palazzo comunale. Come diversi luoghi del paese lungo hanno un nome che non compare su google map. Io le chiamo le case del Papa, altri le case del Vaticano, da nn confondere con le case Lambertini che sono dall’altra parte del paese lungo. Fino a una decina di anni fa erano case di frontiera, dove alloggiavano gli scarsi immigrati dal sud. Poi si sono tutti arricchiti, hanno comperato gli appartamenti e tolto la massa di vite americana che ostruiva la vista della rotonda. Anche la rotonda è stata al centro di polemiche, perché in paese e’ sempre polemica. L’hanno dedicata ai donatori di sangue. Per giorni si sono viste persone fare gli scongiuri o sghignazzare alla vista dei cespugli di erbe ornamentali che lasciate seccare costruivano una barriera insopportabile da vedere. E a dire di stare attenti che li c’era solo il nome dei donatori. Poi ci hanno fatto l’abitudine. Nel paese lungo la piazza intesa come palazzi costruiti attorno a un grande spazio non esiste. E si cercano spazi da dedicare alle feste. Tolti i grandi cedri del Libano così non ci sarà più la necessità di fare l’albero di Natale vero. Ci sono altri spazi ma sempre lunghi dal Municipio al fiume. Fiume, non esageriamo. E’ un torrente che scorre sottile sottile fra massi, pescatori e anatre. Poi quando piove in montagna diventa una massa d’acqua che spaventa. E allora si passa di lì e si osserva il palo della portata e come sempre si commenta se era più o meno dello scorso anno e se si allaga la bassa Benfenati. Ormai i cavalli e la casa colonica non ci sono più, tolti dalla furia edilizia che negli ultimi anni ha trasformato alcuni panorami. Anni fa il torrente si riempiva di acqua e sfogava Gella bassa Benfenati che portava traccia dei livelli sul muro della stalla. A volte gli operai del comune usavano la barca, un barchino piccolo piccolo e piatto che spingevano fino alla casa per portare all’asciutto Benfenati, che testardamente non se ne voleva andare. Era il primo pensiero durante le lunghe piogge, come a ricordare che in quel luogo restava traccia dell’inverno. Adesso hanno sostituito le case con un verde prato su cui affacciano costosissimi appartamenti in palazzi di mattoni rossi.