Bandiere, pallottole e mattoni

Tutto a disposizione del governo. Bandiere per festeggiare il DEF a 2,4 %, ;pallottole che si possono comperare più liberamente insieme ai fucili e pistole; mattoni da aggiungere a Ischia per sistemare le costruzioni abusive crollate con il terremoto dell’anno scorso e non ricostruite perche abusive. Su tutto la ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Def che è stato bocciato dall’Europa. Siamo al limite del devoluto, come in Grecia. La crescita del def nasce dall’inserimento del reddito di cittadinanza ( un contributo in attesa del lavori per i disoccupati)

La provincia.2

Il paese lungo si dice fosse un accampamento di barbari di fronte a quello dei romani, fra le rive di un fiume. Poi c’è passato Napoleone durante una delle sue visite in Italia. Era ospite di una delle molteplici Ville che sono sparse fra i campi coltivati. La nobiltà e la borghesia trascorrevano l’estate fra i grilli, le cicale e qualche mucca. Di tutto questo rimangono edifici storici, viali alberati e campi ancora coltivati. Poi ci sono state alcune colture tipiche del luogo, i gelsi per i bachi da seta e la canapa. Alcuni gelsi sono stati sostituiti dall’albero di maclura, perché malati da un parassita portato dall’America. La canapa ha conosciuto una nuova primavera, appassita subito perché qualche buontempone ha cercato di fumarsela!

Anche qui si sono avvicendate le scelte degli elettori, fascisti, democristiani, socialisti, comunisti, pidiessini è attualmente si suggerisce che vadano al governo i pentastellati e la Lega. Quindi si vedono giravolte epiche e cambi di giacca da morir dal ridere perché qui ci si conosce un po’ tutti, anche solo per sentito dire e radio serva, nonostante i social funziona sempre benissimo.

Abbiamo avuto personaggi famosi in pianta stabile o transitanti: Rossini, Publio Scipione Nasica, Napoleone, Vinício il calciatore, Gianluca Vacchi, Francesco Molinari Pradelli , Gozzadini e altri che non ricordo, anche più moderni apparsi in tv tipo De Giovanni o Guccini.

Non ci sono particolari ricette che si discostino dalla classica cucina tradizionale prodotta dalla “zdora ” di turno. Notevole il panone di Natale cotto nel forno del fornaio fino al 2000 orca. Poi ha smesso perché è arrivato una circolare dell’Ufficio Sanità.

Uno sport che ha molto favore e’ il baseball ma c’è ogni offerta possibile per chi vuole sgranchissi le le gambe, tranne gli sport acquatici, mancando la piscina e un corso d’acqua di portata utile. Abbiamo anche sport nobili( golf, equitazione e tiro con l’arco).

Quindi vivo in un paese normale, della pianura, dove succedono cose piccole, ma dove scorre la Storia. Per rispondere a chi , quasi con disprezzo una volta ha detto: sono contenta che anche in provincia succeda qualche cosa.

La provincia. 1

Nel film “parenti serpenti” una madre dice alla figlia di smettere di mangiare che ha già un culo che fa Provincia. Come se solo in provincia ci fossero le persone grasse e trascurate. Invece le ragazze qui sono molto attente alle diete, al trucco, ai vestiti per non sentirsi in imbarazzo nei confronti delle altre e pure i compagni ci tengon all’aspetto. La provincia inizia con campi coltivati ai lati di una strada non troppo ampia. La strada, che porta al mare ha alcune curve e incroci trafficatissimi che nel tempo sono state riempite di rotonde. Sembrano padelle della sagra di SanGiovanni. Enormi e impossibili da tenere sotto controllo. Le case, una volta solo trattorie di ristoro per villeggianti sulle carrozze o mercanti, le trovi ai due lati della strada in una serie ininterrotta. Lo hanno chiamato il paese lungo. Trovi la chiesa “vecchia” all’inizio, la casa comunale a meta’, la farmacia qua e là dal ponte, negozi e bar verso la fine. Se hai bisogno di qualsiasi cosa, tipo pregare o farti un certificato o comperare il pane preparati che c’è da camminare. Naturalmente attorno , specialmente dalla parte della campagna sono state costruite altre case, insediate altre attività’ . Ma le principali sono lungo la strada che unisce due caselli ferroviari. Il treno a una sola rotaia circonda il centro abitato in un abbraccio costante ritmico, tanto da dare l’ora agli abitanti delle case che ci si affacciano. L’ultimo passa alle 22, 45 , solo ritorno alla stazione centrale della città ma non si ferma. Un paese isolato di notte, se ti vuoi muovere hai bisogno dell’auto alla faccia della mobilità sostenibile.

Ma alla fine abbiamo tutto : bar di diverso tipi, per signore, per sportivi, per gli “umarels”, fornaio bravissimo, pizzerie a iosa dal vero napoletano a quello che ti porta la pizza a casa, pasticceria buona e pure cioccolateria. Per mangiare non c’è problema di giorno, di sera poco. E sulla strada principale si affacciano attività gestite da stranieri: due bar, una sartoria, un negozio di frutta e verdura, più fuori due enormi magazzini, una pizzeria, una parrucchiera, una estetista. Ma se giri non vedi alcun straniero. Sono tutti occupati. Quindi non ci sono problemi di convivenza, anche perché la gente che viene da fuori e’ tanta.

Pillon e la dignità.

Pillon e’ un senatore eletto fra le file della Lega, fa il mediatore matrimoniale: entra nel vissuto delle coppie in crisi e gli dice come devono comportarsi. Essendo anche un cattolico integralista ama molto la famiglia uomo donna tanti figli, e lei a casa a fare l’angelo del focolare .

Ha presentato un progetto di legge per rivedere l’attuale affido condiviso con tutta una serie di proposte assurde, sempre per fare stare meglio i bambini dice lui  egli altri che lo hanno firmato, tipo un mese dalla mamma , un mese dal papà, per un alternarsi e alienarsi aggiungo io maggiore. Ha concesso una intervista in cui ha letteralmente dichiarato che è contro l’aborto e che se dipendesse da lui costringerebbe le donne a partorire per forza. Mi vengono alcune riflessioni: tale odio contro le donne lo troviamo solo nelle sette più retrive e oscurantiste. Mi viene in mente l’ISIS per dire. Che non è una setta ma le donne le tratta da schiave, anzi le ha pure. Mai fino ad oggi avevo avvertito tanta derisione delle donne, nascosto dietro un non ben identificato bisogno democratico e di incremento demografico. Gli italiani hanno pochi figli quindi devono farne di più. e dunque le donne devono partorire dozzine di bambini. Secondo Pillon. In pratica un nuovo manuale fascista sulla pelle delle donne.

Gli uomini non trovano lavoro perché non c’è. Il governo non vuole creare nuovi posti di lavoro, ma ha come obiettivo quello di  sottomettere tutta la popolazione in nome di un non ben chiaro sovranismo . Naturalmente gli immigrati sono banditi, rifiutati.  Ma l’obiettivo dei politici dovrebbe essere quello di incrementare lo sviluppo economico, non far tornare le donne accanto al focolare, essere sottomessa all’uomo. Una visione del futuro da far paura.

La dignità cosa c’entra? Niente, perché in questi omuncoli non c’è’ dignita’ , solo odio.

Mahjong e piadina

Della piadina romagnola conosciamo tutto: il tipo di impasto, i vari tipi di farcitura, il modo di cottura, le variabili moderne. Dire piadina significa fare un salto con la memoria davanti alle casette colorate di bianco e rosso a strisce, con un bel bicchiere di Sangiovese in una mano e una piadina piegata in due ripiena, secondo la tradizione di squacquarone e erbe o prosciutto crudo, di quello buono. Mentre la signora gira ruote di impasto e ti chiede come vuoi la prossima che oggi c’è anche alla Nutella. Le signore sono abili a forgiare la pasta in dischi omogenei, tanti che è uno spettacolo guardarle in attesa della propria piadina.

Il Mahjong invece è più conosciuto per certi giochini in solitario che si fanno in ambulatorio o in treno per scacciare la noia. Ma il vero mahjong e’ un gioco di pura strategia e fortuna. Un gioco a dir poco entusiasmante giocato ancora dagli anziani in pochi bar antichi. E’ un gioco antichissimo, portato dai cinesi forse all’epoca dei Romani ( Salvini se ne faccia una ragione le immigrazioni iniziarono molto ma molto presto). Marco Polo era un mercante che percorreva la via della seta, l’unico che l’ha raccontata, ma si conosceva già’. Si gioca in quattro con un listello su cui si posizionano le tessere fino ad ottenere una sequenza. Ci sono le tessere con i vento, le stagioni, i segni da uno a nove. I draghi ecc. si scartano le tessere e si cambiano con altre dal centro del quadrato. Partite così tese ne ho fatte poche nella mia vita.

Fra i giocatori si crea una atmosfera quasi mistica per cercare di sottrarre le tessere che interessano, per vincere sugli altri. E sai che soddisfazione. Un gioco citato in alcuni film : A spasso con Daisy, Lanterne Rosse e altri. Può essere paragonato, mi dicono al burraco. Non ci gioco e non di dirlo.

Al Lido di….

Il sole entra di sbieco illuminando la stanza. E’ il sole di metà settembre più basso di quello d’agosto, veloce ad andarsene. Cala la notte con una rapidità dimenticata, portando umidità, bruma dal mare, e vento che fa rabbrividire. Dal buio della sera rimbalzano verso l’alto voci giovani, richiami gioiosi che svaniscono con due pedalate, le ultime. Lunedì si torna al tran tran solito, la scuola, l’ufficio, la spesa, poco altro in attesa dell’inverno. Già molti negozi sono chiusi, ogni giorno scende una serranda e ci si ritrova senza libri, senza il solito barettino che tanto ci hai messo a trovare, senza il ristorante sulla spiaggia, senza parte degli ombrelloni. Anche le persone diventano sempre più rare, pochi stranieri, pochi villeggianti locali. La folla dei ragazzini con le casacche del calcio sono partiti dopo una serata di bisboccia al grido di “Cosa vogliamo?” ” La figa” all’unisono, con mio scandalo.

Questa sera andremo in una pizzeria ancora aperta. La padrona di casa e’ una signora tedesca, gentile e molto preoccupata. Anche lei chiuderà a breve, tornando forse in Germania. I suoi prezzi e le sue pizze sono ottimi, da suggerire o da ricordare per il prossimo anno. La terrazza si riempie velocemente, una comitiva di allegri anziani occupa alcuni tavoli e ordina una montagna di birre, una donna bionda, curata e tinta affoga il suo compagno di tavola con chiacchiere noiose, un anziano, forse pescatore superstite ingurgita patatine intinte nel ketchup, dopo una abbondante spaghettata. Un cane si rotola silenzioso, come d’abitudine, fra le gambe delle sedie di un tavolo tondo. Fa freddo, mi percorre un brivido lungo la schiena. La sorpresa è al momento di pagare il conto : spesa essenziale è contenuta che di questi tempi non si incontra facilmente. Due passi lungo il marciapiede deserto tenendomi la giacca aderente al petto mentre le luci tremolano. Mirko, il gestore dell’ultimo bar pizzeria aperto, non ci trovano ha detto perché abbiamo una insegna illeggibile, si guarda attorno perplesso mentre accarezza la folta barba sale pepe. Anche per lui domani inizia il riposo, e’ stanco, si stiracchia occhieggiando una coppia avvinghiata.Gli piace, ha confessato in mattinata, che si chiuda e il Lido ritorni alla sua vita normale. Restiamo in tre, ha accennato, il fornaio, il macellaio e un altro paio di negozi. E’ sempre silenzio, pace. Tira il vento ogni giorno, con lame sempre più affilate, ma io ci sto bene, molto bene.

Due stagioni, due tipi di vita, due ubriacature di gente la prima e silenzio la seconda, ogni anno da quindi anni. Anche questo e’ cambiare vita, nel profondo.

Apro le valige e comincio a piegare biancheria e abiti inutilizzati. Mi aspetta la solita agenda di impegni, la solita vita. Chissà se mi piacerebbe vivere qui d’inverno? Un pensiero romantico prima di partire.

Milano Marittima

L’autobus sfila nel viale a bassa velocità quasi nel mezzo della carreggiata. I bordi della strada sono occupati in una linea continua interrotta dai passi carrai degli alberghi e delle case. Le case, case borghesi, ben tenute, si affacciano su giardini piccoli perché qui lo spazio vale denaro e chi può lo vende. Le palazzine sono stilisticamente molto disomogenee, dagli anni 20 fino alle strutture geometriche di oggi. Non le ho mai osservate con attenzione queste case. Milano Marittima mi mette soggezione e scorro via. Troppo signora di giorno, oggi più borghese arricchita dall’accento russi, ieri milanese doc, con la collana di perle e il marito commenda. Di notte un caos interplanetario, il mondo a bere un mojito a pestare il piede al vicino di panca. Troppa gente, troppo chiasso, troppo di tutto. E poi non mi attira con le vetrine urlanti mode strambe e incredibili, gioielli e tappeti per odalische meneghine.

Mi trovo di fronte ai campi da tennis è quasi rimango delusa da due goffi giovanotti che giocano sotto lo sguardo severo degli “umarels ” locali. Il torneo dei vip potrebbe essere terminato da mesi. Non me ne importa nulla. Non sono mai stata attirata dalle celebrità’, nemmeno quando ne ho avuta, e ne ho avuta, l’occasione. Il bus continua il suo movimento lento. Percorre rotonde che sembrano piccoli diorami naturali. con tanto di fontanelle e siepi di frutti selvatici, ma polverosi e non commestibili. Un tempo sono venuta qui a mangiare certi fritti speciali, chi non ha amici che conoscono posti dove vendono fritti speciali?, a sostare in qualche bar sentendomi sola come non mai, a passeggiare lungo i marciapiedi e schivando folle di bambini urlanti e mamme depresse con mariti straniti dal portafoglio quasi vuoto. Passo davanti a una casa con alcuni pini nel giardino e non so perché penso a Sandra Mondaini, alla casa con l’albero in mezzo e alla scelta particolare. Aveva fatto costruire la casa attorno a un giovane pino per non toglierlo. Sorrido, trovo divertente pensare all’architetto di fronte a una proposta così estrosa. O forse il contrario, non so. Tutto quello che e’ contrario alla normalità mi piace, anche la casa con l’albero in mezzo. Il bus continua il suo percorso, io guardo le ultime colonie, i campeggi, gli stabili rimessi a nuovo e penso che non serve. I giovani vanno altrove, vanno a fare vacanze in Kenia, negli Usa o alla peggio nei fine settimana a Milano Marittima. Da qualche parte c’è’ anche il mare, ma non e ‘ importante. Potrebbe essere Cortina, senza le montagne.