Gli uomini di Gianna Nannini

Ieri c’era una manifestazione dell’esercito in Piazza Maggiore, scoperta per caso. Vera dimostrazione di forza e di maschilità fra scale antincendio, tende mimetiche, mezzi meccanici tipo cannoni. E in mezzo a questo ho visto un uomo in divisa ed hi, per la prima volta capito il senso della frase ” avere il fascino della divisa” Un uomo che era un tutt’uno con la sua divisa color kaki di panno piena di mostrine e con tanto di cappello. Un vero uomo in divisa , e per la prima volta ho ammirato un uomo in divisa miliare.  Bello, affascinante, poi semmai è solo quello, però l’occhio vuole la sua parte. Lui si è accorto che lo guardavo e mi ha sorriso, avrà pensato alla nonna ammirata! Dietro è passato un altro in divisa, ma non aveva alcun fascino, era solo un  militare e  forse non avrà mai  partecipato alle tanto decantate missioni di “pace”. Dentro una divisa c’è un uomo ed è lui che imbraccia il fucile o la pistola o guida il carro armato. Non li ammiro e sinceramente non li capisco, né mi spiego come facciano a dormire quando sono reduci dalle missioni di “pace”. Nè so capacitarmi di come possano abbracciare i loro figli dopo aver partecipato alle feroci battaglie nei paesi lontani. Vale anche per le donne che scelgono questo lavoro. Mi inquietano queste domande, ma così è. La vera pace nel mondo non si farà mai fino a che ci sarà qualcuno disposto a usare un fucile contro altri esseri viventi.

A loro dedico una canzone di Gianna Nannini I maschi , sperando che tornino sui loro passi e che il bel militare domani posi la divisa stanco delle armi. Non sarà, purtroppo.

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2 thoughts on “Gli uomini di Gianna Nannini

  1. In un inconscio collettivo un po’ idiota, le imprese militari sono la massima estrinsecazione di virilità che al maschio italiota (o anche non italiota) è concessa.

    Anche mamma Lauretta, in tempi per fortuna lontanissimi, non deve essere rimasta insensibile al fascino del tenentino Tonino Rinaldoni cui la divisa donava ‘na cifra, nonostante lui dicesse “Laurè, vinceremo!” e lei rispondesse “Toni, ma de che?”.

    Poi esiste una mascolinità che magari eccita meno ma rende di più nel rapporto di coppia, che significa anche riconoscimento della propria parte femminile e della donna non come oasi paradisiaca fra una battaglia e l’altra, nella cui vulva scaricare gli eccessi ormonali-adrenalinici per poi sbatterla via dicendo “Adesso ho da fare cose più serie, cara, tu capisci èvèro?”, ma come compagna con cui condividere e costruire insieme una visione della vita.

    Vedi bene come anche tu prima esprimi un’emozione incondizionata legata ad una accettazione dell’eroe guerriero come stereotipo irresistibile, e poi con gli strumenti della ragione la metti un attimino in discussione.

    Ma per il mondo vagano anche uomini meno sprezzantemente belli, magari stropicciati e vinti dalla vita, che possono dare ugualmente tantissimo.

    Non c’entra nulla con tutto ciò, ma ti regalo volentieri una canzone pressochè ignota dallo sconfinato repertorio dei Nomadi.

  2. Non conoscevo questa canzone dei Nomadi. Mi piace, la riascolterò perché amo anche i Nomadi (sarà perché siamo tutti di quella generazione lì?) Il mio amore per la divisa nasce e finisce sabato mattina. Preferisco gli uomini al naturale, senza divisa, diretti, forse un poco arzigogolati, ma veri. Ciao Riri52

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