Mese: agosto 2012

I divieti dei legisti: vietato respirare

Sembra una barzelletta o una storia morale di qualche filosofo antico. Tutto inizia con la Lega che sale al Potere e impone al popolino che lo ha votato la sua ideologia, anche a chi  non li ha votati. Perciò si inizia con i giochi della Padania, ruzzola, gara dei trattori, corsa con la moglie in spalla e amenità del genere. Chi abita lassù sulle montagne ha diritto a divertirsi, ma a chi abita in città fa meno effetto seguire una gara di formaggi rotolanti giù per una discesa. Ma qui siamo ancora al goliardico. Forti della loro presenza i sindaci leghisti iniziano quella che potremmo chiamare epurazione culturale di tutto ciò che è vissuto a sud degli Appennini. Intanto il Sole, il loro simbolo viene inserito in ogni contesto possibile, anche dove è proibito inserire simboli( tranne che per il crocifisso, che per non saper né leggere né scrivere i giudici hanno definito simbolo culturale e non religioso).

A scuola non si può, allora dopo essere stati messi, spendendo una bella somma delle entrate municipali, li hanno dovuti togliere ( spero) ma allora si sono rifatti sui bambini che hanno i genitori distratti : chi non paga la retta non mangia. Poi sono arrivati i divieti del buon vivere. Ecco che fanno a gara, questi sindaci legisti, per vietare il più possibile: vietato stendere il bucato sui fili fuori dalla finestra, vietato sedersi in tre sulla panchina, vietato valicare il muro che divide i padani dagli extracomunitari, mentre lo spaccio continua, vietato aprire localo esotici , stranieri perché fanno puzza, ma lasciare funzionare il Mac’Donalds e affini perché  porta soldi ma puzza ancor di più. Vietato le gonne corte, i veli, le gonne troppo lunghe, annaffiare i fiori ( questa è l’unica che va bene, manca l’acqua e si comincia a usare le botti) vietato cantare per strada, passeggiare a gruppi di quattro, mangiare soia, sesamo e verdure troppo esotiche. Meglio il cavolo con due salsiccette o una bella zuppa di zampetti di maiale. Sono più locali e più gustosi, dice l’assessore alla salute della Lombardia.  Anche fare i concerti è vietato, ma questo accade nella sinistra Bologna, dove la tradizione del concerto del 14 agosto è stata annullata dal Tar a causa dei reclami dei residenti.  Certamente i promotori di questa battaglia sono legisti.

I divieti sono diventati troppi, in nome della decenza e della convivenza. Tutti chiusi in casa, a raffreddarsi con i condizionatori, a guardare repliche della tv, poi tutti al mare chiusi dentro autostrade infuocate per stendersi alo sole in mezzo a un carnaio irrespirabile. E d’inverno tutti allo stadio o nei centri commerciali  alla domenica comperare oggetti di legno artigianali, fatti in Cina, ma questo non è vietato. A caval Donato, non si guarda in bocca, se porta soldi.

La buona educazione si insegna da piccoli a casa e a scuola, ma se vediamo i risultati di questo lavoro sui figli di Bossi penso che è meglio ricominciare tutto da capo. L’esempio si impara a casa, vedi un po’!

Al fondo di tutti questi divieti che cosa c’è ? Il desiderio di preservare l’identità padana, che non esiste e gli interessi degli imprenditori locali, e i voti dei propri elettori, che sono  stati così entusiasti della  attività della Lega da essere fuggiti in massa. Ma i divieti se li tengono lo stesso!

 

Parlamento in ferie

Mentre noi trascorriamo ore  seduti sul divano a vedere atleti magici che riescono in imprese divine, tipo Bolt, La Idem, ecc la crisi  avanza. Per fortuna il Parlamento è chiuso per ferie e il rischio che i parlamentari combinino guai è lontano, per ora.Mi piacerebbe sapere quanti di loro trascorrono le ferie in una pensioncina a 50 euro tutto compreso, anche la serata musicale e il noleggio delle biciclette. Il Celeste, Formigoni, per chi non lo sa, sotto il sole d’estate diventa lo smemorato di Collegno, si trova su panfili, paradisi del mare e isole di sogno senza sapere perché e chi lo ha mandato lì. Ha inventato, dopo Star Trek, il teletrasporto e se lo tiene solo per lui. La Minetti  ha già capito da tempo come funziona e allora gite con Corona, il fotografo del ricatto, e dichiarazioni di fedeltà alla politica. Certo, con quello che prende anche io sarei fedelissima al mio portafogli. Gli altri chissà dove sono. Ricchi e spaparazzati mentre noi respiriamo a fatica questa aria mefitica.

Nonostante questo vuoto arrivano echi di proposte varie, di richieste di aiuti alla Bce, di Italia in default e visite ai mafiosi  in carcere da parte dei parlamentari. Una volta si scriveva del padrone che  morsicava il cane, ora si raccolgono tutti i sospiri di chi potrebbe essere il detentore di proposte  risolutive e si pubblica. Poco importa se non c’entra niente. Basta parlarne.  Meglio, molto meglio gli dei dello sport e le loro imprese, anche se a volte il doping la fa da padrone. Un pensiero a Swarz, beccato con l’Epo. Sappia che lui è quello sfortunato. Scoperto e denunciato. Gli altri  sono, forse, più furbi. In ogni caso prendere il doping è un furto,oltre che un danno alla propria salute, come prendere i nostri soldi e non fare niente per farci uscire dal pantano economico-politico dove siamo.

Di libri e pile.

Io sono una lettrice onnivora, l’ho già detto e mi piace acquistare il libro, anche se in biblioteca ce ne sono veramente tanti. I libri li scelgo leggendo la quarta di copertina, l’autore, oppure i commenti. Ma dopo averli letti che ne faccio? Perché i libri una volta terminati sono da mettere da qualche parte e io non so più dove.

I libri capolavoro, quelli l tengo sul comodino, da rileggere, prendere spunto e pensare a che autori bravi ci sono.

I libri belli, interessanti, li metto in uno scaffale della libreria, da cui devo togliere qualche altro volume.

I libri carini li leggo velocemente e dopo non so più che farne. Impilo.

I libri, era meglio se non lo compravo, non so dove metterli, ma non riesco a buttarli via. Non ho idea, perché la biblioteca non li vuole e a nessuno interessano.

Quelli proprio brutti cerco di non comperarli, ma a volte capita e allora dopo averli letti, se ci riesco, li butto e basta, quelli sì.

Ne ho terminato uno che appartiene alla terza specie, i carini, e adesso che ne faccio, anche perchè la pila è molto alta e rischia di cadere.

Adesso ne ho altri due sul comodino, La modella e  I falò dell’autunno. Vedremo  quale resterà oppure dove finirà la pila.

Ma il vero problema è che non so che farne dei libri che cominciano a riempirmi la casa!

Tra le pieghe dei pixel

Quando si cambia pc è sempre una emozione a metà, da una parte sei felice per il nuovo oggetto, che promette meraviglie e dall’altra la consapevolezza che bisogna imparare ad usare nuove funzioni rinunciando alle vecchie, confortevole  e ben collaudate.

In questi giorni sto trasferendo tutto su un pc diverso, più moderno e stranamente sono riapparse vecchie e-mail, del pc ancora precedente in cui si era rotta la scheda madre,  che avevo cercato inutilmente. Questo fatto mi ha colpito molto, perché se un pc domestico trattiene e rimanda a quello nuovo delle email di anni, a mia insaputa, figurarsi che cosa può fare uno esperto di programmi e che cosa succede di tutto il materiale che butto dentro la rete delle volte senza pensare che altri leggono. Addirittura c’è una funzione che se abilitata permette al pc di essere letta da altri, on line. Mi chiedo ora che c’è dentro questa scatolina che mi pare vuota, che fa molte cose da sola e questo un poco mi spaventa. Prima o poi inventeranno il pc che si accende e lavora solo con il mio pensiero, dopo un certo allenamento.

Già c’è lo scrittore vocale! Mi addentrerò nelle righe dei pixel per trovare altro, ma non so da dove abbia preso quelle email. In ogni caso  mi hanno fatto molto piacere, perché ricordavo parole scritte benevole e non potevo dimostrarlo. Basta poco per sentirsi felici!