Non me ne importa nulla, ovvero i conti in tasca

Di quello che guadagnano i figli di Monti e dei nuovi ministri o dei ministri del passato nn me ne importa nulla. La cosa importante è che sia frutto del loro lavoro, anche se essere figlio di… certamente aiuta. Senza ipocrisia anche se andiamo dal gommista di famiglia o dal fornaio sottocasa essere figli di…( l’Antonio o la signora Brizzi, per dire) aiuta. Sarebbe come credere che i figli dei miliardari possano cominciare dalla gavetta; se lo fanno sono sempre i figli di…lo facevano gli Agnelli, ma sempre Agnelli erano! L’uguaglianza totale è impossibile. E’ ovvio che la società è divisa in fasce di ricchezza e ogni figlio nasce in quella fascia. Credo invece si possa dare  anche a chi non è figlio di… la possibilità di emergere e fare carriera.  La società che io desidero è questa: che tutti possano provare ad accedere a posti migliori  secondo meriti e capacità. Trovo indecente le frasi infelici di questi giorni, proprio perché partono da chi non ha certo problemi di sistemazione dei loro figli ( anche se no li hanno aiutato a trovare lavoro li hanno fatti studiare nelle scuole  migliori, aiutati con lezioni, fatto conoscere un mondo diverso da quello di Cipputi). Sono i nostri figli che non hanno possibilità di trovarlo il lavoro, anche se poi si scopre che mancano artigiani e lì ci sarebbe da lavorare. Conosco molti ragazzi che hanno girato l’Europa con stage, specializzazioni e ora non hanno niente in mano. Questo è indecente. Colpevolizzare la società di coloro che non riescono ad emergere, anzi ultimamente regrediscono perché sono sempre più poveri, è ingiusto e visibilmente  “razzista”.

 

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4 thoughts on “Non me ne importa nulla, ovvero i conti in tasca

  1. Ciao, sono un giovane 28enne di Bologna che ha deciso di costruirsi da solo il proprio futuro senza aspettare che qualcun altro lo faccia per me.
    Le possibilità sono tante, ma bisogna saperle coglierle al volo.
    Smettiamola di piangerci addosso e di aspettare che gli altri risolvano i nostri problemi.
    Riprendiamoci il controllo del nostro futuro.

    http://networkleader.wordpress.com

  2. @lomboreb sono contenta di sentire la voce di una persona che è convinta di agire e si da fare per avere un lavoro. Ne conosco di giovani che accettano anche lavori inferiori al loro livello di istruzione pur di guadagnare. Bravi. Non hanno bisogno di essere difesi ma osannati!
    Complimenti! Ciao riri52

  3. @Kylie una volta le grandi industrie si occupavano dei loro operai in modo molto coinvolgente, pensa alle colonie estive per i figli, o i pacchi dono per Natale, Come appunto racconti tu facevano all’Enel! Adesso non li conoscono nemmeno. Ciao Riri52

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