Anche il Giallo è sociologico

Sono andata alla presentazione del libro di Valerio Varesi

Il commissario Soneri e la legge del Corano. Ho scoperto Varesi un paio di anni fa e mi sono letta tutti i gialli della  biblioteca. Adoro le atmosfere nebbiose e impalpabili che appartengono così fortemente alla Pianura Padana. Parma è una città “nobile”, bella, piacevole. O meglio era. Anche lei è cambiata con il tempo e con la politica. Varesi racconta la realtà di Parma ( ma penso sia estendibile a tutte le città ) delle zone una volta industrializzate e ora in abbandono. Mi ha fatto riflettere la considerazione sulle rotaie del treno, che dividono come un muro. In effetti ” oltre la ferrovia ” ha sempre un che di misterioso, diffidente, lontano da quello che c’è di qua dalla ferrovia. Due mondi. E naturalmente il mondo nostro e il mondo degli immigrati, stranieri,  extracomunitari, emarginati. Personalmente ritengo che ci sono brave persone qua e là, delinquenti ovunque, perché l’uomo ha gli stessi desideri e le stesse aspirazioni.

Nel giallo  la ricerca del colpevole, io penso, porta il commissario e quindi il lettore , all’interno di questi mondi, porta alla luce stili di vita diversi, a volte opposti, tradizioni che non si sono perdute, ma solo modificate.

Della trama non si è saputo nulla, per fortuna. Un giallo spoilerato no!

San Remo

Nella mia vita San Remo rappresenta una pausa dalle abitudini. Nel senso che anziché piazzarmi davanti al tv e zigzagare da un a canale all’altro per poi prendere un libro e andare a leggere, vado direttamente a leggere, fuori con amici, al cinema. Quando mi è preso il capriccio di vederlo poi me me lamento per tutto l’intero anno fino alla prossima edizione. Perché poi io guardo i vestiti e in questi anni la moda si sa è molto destrutturata.

La musica del festival è da festival, anche noiosa delle volte. banale. Ma quest’anno ho ascoltato la canzone della Mannoia e l’ho trovata interessante, molto, quai un inno alla cita. Infatti la Mannoia non è da festival è da concerto in ampia sala, con comode plotone e tanta voglia di immergersi nelle atmosfere  create dalla sua voce.

 

 

Addio Matteo, giovane uomo

Matteo era un mio alunno, vivacissimo, quasi insopportabile. Aveva a volte incomprensibili gesti di cui nemmeno lui conosceva la portata. Poi è diventato adulto, un uomo con le spalle larghe e lo sguardo fiero. Si era domato, diceva. Sperava in una famiglia sua, una moglie, la vita normale.  Ora se ne è andato ucciso dal tumore. Era giovane, era fiero, era anche arrabbiato. Non è stato sufficente per combatterle e vincerlo. Ha combattuto. Ciao Matteo, piango per te e per tutti coloro che hanno combattuto e combatteranno.

Ma le armi si comprano al supermercato?

E notizia di ieri che hanno arrestato quattro italiani venditori di armi in Libia. Probabilmente freelance, visto che li hanno arrestati, <altrimenti non ne parlavano nemmeno. Oppure come nel caso di Ilaria Alpi i media l’avrebbero tenuta lunga  e riempito le pagine di false piste. Ciò che mi chiedo è ma dove si compra un elicottero da guerra, venduto come autoambulanza? Si sa che c’è una fiera delle armi annuale, ma non credo che chiunque possa tornare a csa con un kalashnikov. Poi cercando come si scrive è venuta fuori la scritta Kalashnicov prezzi. Sì forse si comptra al supermercato. Ma noi non siamo in USA !

Philip Roth, una scoperta

Sto leggendo tutta l’opera di Philip Roth. E’ stato un incontro non casuale, sollecitato da un consiglio. Ero al mare, e ho iniziato scoprendo subito che la scrittura di questo autore non è da vacanza, anzi.

Lo trovo denso di significato, poche parole fuori posto,anzi nessuna. E ha lo stile di scrittura in cui mi riconosco maggiormente. Molto spesso in prima persona con lunghe elaborazioni e racconti della quotidianità. Un mito. l’unico nei che sto leggendo romanzi che raccontano principalmente la decadenza, sia fisica che cognitiva di uomini. E alla lunga diventa un poco pesante. D’altra parte alterno romanzi gialli, dopo essermi letta tanti  gialli svedesi , norvegesi e di tutto il mondo, sono approdata a Donato Carrisi, e mi rilasso. Poi riprendo in mano Roth e mi sembra di essere in un altro mondo.

Libri letti di Roth

Il fantasma esce di scena

L’animale morente

Pastorale americana

La macchia umana

Quando lei era buona

Di Donato Carrisi

Il cacciatore del buio

La ragazza nella nebbia

Il tribunale delle anime.

 

Giallo della Mongolia:

Jan Manook :

Yeruldelgger Morte nella steppa

Un viaggio incredibile dentro la cultura mongola prima e dopo l’occupazione russa.

 

 

 

E il romanzo non piace?

Una persona che conosco, amica? non so, aveva accettato di leggere un mio romanzo e fare un poco di editing, visto che lei si vanta sempre di saperlo fare. La storia di questo romanzo è, direi, travagliata. Scritto degli anni 2000, dato ad una agenzia per fare l’editing , pasticciato il tutto e quindi ritirato, rimesso nel cassetto, nuovamente proposto a due persone  che non hanno finito di leggerlo. Quindi ne deduco che è bruttissimo. Forse noiosissimo, forse inaccettabile. Sono solo io che amo le storie dei senza storia? Mah!

La mia amica mi da appuntamento per bel quattro volte. Io ogni volta mi preparo piena di entusiasmo, anche con l’idea che non piaccia, sia orribile. Ma sono adulta e in grado di affrontare le sfide della vita, che se fossero solo queste, sarei a posto. Ogni volta si rimanda quasi all’ultimo. La prima volta per causa mia, lo ammetto, le altre per problemi vari suoi. Quindi le ho chiesto al telefono, mezz’ora prima di partire da casa, se è così orribile, come intuisco. Ma no, mi piace ma si vede che è ancora grezzo, che non è un romanzo, queste sono le bozze. E che allora l’agenzia che ha fatto? Non risponde e io che non amo gli scontri le dico di stare tranquilla che lo riprendo in mano, poi vedrò.

Il problema di fondo è che io a questa storia o meglio alla motivazione delle storia ci credo, sono convinta che possa piacere, ma un romanzo storico deve avere delle caratteristiche particolari e non sempre piace  a tutti.

Proverò di nuovo  a metterci le mani, forse a riscrivere alcuni capitoli, a rivedere le correzioni della agenzia e umilmente ripartirò. Ma lo voglio vedere finito prima o poi!

Ho anche deciso che non chiederò mai più a qualcuno di leggere qualcosa di mio, primo perché i tempi sono infiniti, secondo se non piace non riescono  a dirlo!

Dicono che se proprio non si riesce a pubblicare è bene farlo sul blog. Mah! Non sono sicura che sia una buona strada.

 

 

 

IL blog è morto, viva il blog

Anche la tecnologia ha il suo reparto archeologico, vecchi pc cui guardiamo con tenerezza perché vi abbiamo trascorso le prime ore, storditi da questa cosa che non è c’è ordine in quello che cerchi e se non ti punti le pagine sei perso. Oppure un gioco nostalgico con conigli che devono attraversare una scala mobile per poter arrivare alle carote dall’altra parte. non le mangerà mai, nonostante i tornei e le dispute tra amici ormai adulti entusiasti come i bambini. Il Pc era un Lemon, chissà che fine ha fatto.

Poi la comunicazione, i social si dice adesso. La chat che non prendeva mai, le email tra sconosciuti, messenger eccc. Poi il blog dove si può scrivere di tutto. A differenza di Facebook che è abbastanza anonimo qui sei responsabile di quello che scrivi e riconducibile a una persona fisica, sotto la responsabilità di una piattaforma. Insomma parlano di libertà di espressione!

Un blog lo scrivo da sempre, sono riuscita anche a salvare le pagine di alcuni eliminati con la piattaforma intera, tipo Leonardo. Ma dopo l’arrivo di Facebook e simili ho lasciato un poco perdere. Ma è arrivato Matteo Renzi, ha aperto il suo blog e a tutti noi ha dato una speranza. Essere letti!

Ebbene ho pensato che posso dare nuova vita a questo blog alternando pensieri miei sulla politica e pubblicando le mie cose scritte, possibilmente già pubblicate. Perché sui social diciamo sta diventando un macello, sembra di essere su un autobus nell’ora di punta dove tutti parlano, si esprimono liberamente e non si capisce nulla.

Bene, grazie per l’attenzione. Per coloro che mi stanno già seguendo comunico che la Pet è risultata negativa e questo mi lascia altri sei mesi di leggerezza. Poi vediamo.